Il Montalbano hot fa girare la testa agli spettatori Rai

Troppo pruriginoso per una prima serata della tv pubblica il nuovo episodio uscito dalla penna rovente di Camilleri

Il commissario Montalbano
Il commissario Montalbano

Quel birichino di Camilleri. Quante ne sa, l'adorato maestro? I nuovi territori dell'eros lo vellicano assai, nonostante l'età. E dunque, dopo l'esordio libresco nel porno soft con Il tuttomio, l'ultimo romanzo pubblicato da Mondadori a sua firma, la deriva erotico-pecoreccia sconfina nella prima serata di Raiuno. Sarà pure un gioco un tantino vastaso ai fini dell'audience, ma come fai a dargli torto se poi Ilsorriso di Angelica, primo episodio dei nuovi del CommissarioMontalbano, svetta oltre il 34 per cento di share (9 milioni 630 mila spettatori)?

Prima scena. Mentre Montalbano viene svegliato dalla solita telefonata del farfugliante Catarella, la fidanzata Livia scatena la gelosia del compagno miagolando beata nel sonno: «No Carlo, dietro no... Dai Carlo, dietro no...».

Seconda scena. La moglie della coppia vittima del furto annunciato da Catarella porta a spasso con una certa fierezza il suo panoramico décolleté.

Terza scena. La vittima dell'ennesimo furto in serie è Angelica Cosulich (Margareth Madè), sinuosa e disinibita cassiera di banca che finirà per sedurre il povero commissario a colpi di sorrisi e seni turgidi.

Per la verità, nell'inedito preambolo alla puntata, Camilleri aveva nobilmente spiegato l'antefatto della vicenda svelando i suoi turbamenti di liceale per Angelica, misteriosa femmina dell'Orlando furioso da lui studiato su un'edizione corredata di bellissime illustrazioni. Aveva così pensato di provare a trasferire sul suo alter ego della tv gli effetti di quella passione di gioventù. E così, nel bel mezzo della sua indagine, il commissario si era trovato davanti a un teatrino di burattini che inscenava proprio il poema dell'Ariosto. E poi, nel pieno delle avances dell'intraprendente Angelica, eccolo declamare, in realtà non troppo convinto, quei versi sul cuore «infiammato d'amoroso fuoco». A completare l'atmosfera piccante della storia concorrevano poi i racconti di un'appiccicosa informatrice, desiderosa di snocciolare l'intero ventaglio delle grigie sfumature dell'aristocrazia vigatese coinvolta nei furti e in torbidissime abitudini. Il tutto non senza qualche imbarazzo del commissario, forse mèmore del suo austero passato e perciò insofferente al campionario di dettagli sul sesso orale, a tre, o nella versione voyeuristica. Fortuna che la storia di Carlo, presunta trasgressione erotica della fidanzata storica, si rivelava un gigantesco equivoco... Tuttavia, siccome ogni lasciata è persa, non cogliere, tra un appostamento e un'intercettazione, l'offerta sul piatto d'argento, sarebbe stato anche per Montalbano uno schiaffo alla virilità latina.

Così è, se vi pare. Sarà l'esaurimento del filone siculo-poliziesco - ci si augura ovviamente di no - sarà un rigurgito di gioventù o il desiderio di recuperare le occasioni perdute, fatto sta che al commissario la testa comincia a girare più spesso di un tempo. Camilleri sostiene che, in un momento in cui il rendimento del maschio è troppo monitorato e psicanalizzato, il suo è solo un invito a vivere il sesso in maniera spensierata. Niente di più. Tuttavia, dopo questo primo episodio, il Montalbano latin lover sembra irradiare meno carisma del commissario solitario che lo avvicinava agli integerrimi Maigret e Sheridan, storiche produzioni dell'autore di Porto Empedocle.

Il rischio di banalizzare il personaggio per portarsi a casa il boom d'ascolti è dietro l'angolo.

L'audience non è un'opinione, ma l'esito di un combinato disposto in cui le sfumature di grigio contano sempre di più. In altri termini, l'antico detto su che cosa «tira di più» è più che mai attuale, direbbero i soliti critici. «Vastasi che scassano i cabbasisi», li incenerirebbe Camilleri. Al prossimo episodio...

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