Dai prestiti ai suicidi. Ecco la fiction che fa paura alle banche

Elena Sofia Ricci protagonista della miniserie che si apre con un imprenditore che si dà fuoco

Dai prestiti ai suicidi. Ecco la fiction che fa paura alle banche

La sequenza non è volutamente sottolineata, essendo di per sé altamente drammatica, però di certo non lascerà indifferenti gli spettatori. Così quando nell'instant-fiction Le due leggi, stasera e domani in prima serata su Rai1, un piccolo imprenditore si dà fuoco all'interno delle porte automatiche di sicurezza di una banca, davanti alla direttrice che gli aveva negato un prestito, la cronaca dei suicidi a cui siamo tristemente abituati entra dirompente infiammando le case degli italiani.

Protagonista assoluta della miniserie diretta da Luciano Manuzzi è Elena Sofia Ricci su cui i due sceneggiatori Andrea Purgatori e Laura Ippoliti disegnano un personaggio di donna in carriera, la direttrice di banca Adriana Zanardi, all'inizio stretta tra la legge delle regole e del diritto e poi liberata da quella dell'umanità e del buon senso. Ossia Le due leggi del titolo che la donna sperimenterà sulla propria pelle. Il pregio della fiction prodotta da Mario Rossini è di entrare immediatamente nel cuore del problema, della crisi economica che attanaglia famiglie e imprenditori, con un'importante sequenza iniziale in cui al suo mattutino ingresso in filiale, la direttrice viene fermata da numerose persone tra cui il pensionato che fatica ad arrivare alla fine del mese e ha avuto un piccolo «sconfinamento» o il piccolo imprenditore a cui un po' di ossigeno riuscirebbe a far ripartire l'azienda. Il personaggio di Elena Sofia Ricci deve però attenersi alle rigide regole del proprio istituto, in linea con quanto le hanno insegnato negli anni. Paradigmatica la risposta che ha imparato a dare alla domanda ipotetica se una direttrice di banca debba avere un anima: «La banca va a caccia di clienti non di fedeli».

Ma un conto è la teoria e l'altra la prassi quando un uomo si dà fuoco davanti a te guardandoti negli occhi. Gli stessi che ora si aprono per la direttrice che fino al giorno prima vedeva i clienti solo come numeri e non persone. Ora invece inizia ad aiutarli, trasformandosi in una novella Robin Hood, spostando temporaneamente somme di denaro da conti correnti con giacenze cospicue ai conti dei clienti in difficoltà. Scoperta dalla dirigenza della banca non viene denunciata - forse per evitare la pubblicità negativa - ma solo spostata di filiale e retrocessa di grado. A questo punto il personaggio di Elena Sofia Ricci si autodenuncia alla polizia e finisce in galera. Una nuova esperienza che non solo le farà scoprire, attraverso l'amicizia con una donna condannata per furto per pagare le rate del mutuo, alcuni strani metodi della sua stessa banca ma metterà anche a dura prova la sua famiglia.

Sono tanti i temi, forse troppi, su cui Le due leggi concentra l'attenzione ma di sicuro quello portante, su alcuni comportamenti degli istituti bancari, è trattato con inedita severità in linea con un certo (ri)sentimento generale. Tanto che la stessa Elena Sofia Ricci ci tiene a sottolineare che la sua interpretazione «è il mio piccolo contributo di cittadina e donna italiana in questo momento così difficile». E aggiunge, rivelandosi un po' renziana: «Sono una donna privilegiata e sento meno di altri la crisi ma ho due figlie, di cui una compie 18 anni, e il loro futuro mi preoccupa. Ma voglio essere ottimista, mi sembra che qualcosa si stia muovendo».

Certo il mondo bancario non potrà prendere bene una fiction di questo genere tanto che si è parlato di una lettera allarmata dell'Abi ai vertici della Rai. Il direttore della rete ammiraglia, Giancarlo Leone, non smentisce la notizia ma rigira la frittata: «La lettera forse è arrivata ma io come direttore di Rai1 non lo so, il che dimostra l'autonomia culturale nella quale operiamo».

Mentre è stato chiarito perché la messa in onda della fiction sia slittata di due settimane rispetto a quanto programmato: il nome della banca scelto inizialmente, «Tuo Credit», esisteva veramente (in realtà è un broker assicurativo) così è stato modificato nell'ancora più fantasioso «Kuo Credit».

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