"Caro Milan, ecco perché non posso proprio venire"

"Devo operarmi per una stenosi cervicale, mi servirà un po' di riposo. Berlusconi ha grandi progetti, ma è difficile strappare qualche top player"

"Caro Milan, ecco perché non posso proprio venire"

Milano - Oggi Adriano Galliani vola a Madrid per una missione disperata. E cioè provare a convincere Ancelotti che il Milan ha bisogno di lui, del suo carisma e che non può sottrarsi alla richiesta. Galliani è pronto a ricevere anche un no, per "depistare" ha parlato di Mandzukic (Atletico Madrid) e di Martinez (Porto) ma l'appuntamento è con Ancelotti. Soltanto dopo aver provato a scalare la montagna, Galliani tornerà a casa e a quel punto il dossier allenatore tornerà ad aprirsi su Montella (se liberato della clausola da 5 milioni) o Sarri.

Ma carissimo Ancelotti, allora ha proprio deciso?

«In verità non ancora, perché il Real non mi ha comunicato alcuna decisione. Anzi mi hanno appena riferito che il consiglio direttivo che doveva riunirsi oggi (ieri, ndr) è stato rinviato di un giorno».

E il motivo?

«Francamente non lo conosco, a sentire qualche cattiva lingua perché vogliono fare un po' di cinema».

Qualora il Real dovesse notificarle la rescissione del contratto, cosa farà?

«L'ho detto in conferenza stampa e non posso che ripeterlo: mi fermerò un anno. Anche perché ho un motivo molto serio per fermarmi».

E cioè?

«Mi devo operare alla cervicale per via di una stenosi. Da qualche tempo mi procura un formicolio alle mani. Se dovessi perdere altro tempo potrebbe passare alle gambe, perciò ho preso già l'appuntamento per l'intervento chirurgico. E non so francamente quanto tempo dovrò stare fisicamente fermo, per la fase post-operatoria e per la successiva rieducazione».

Ma Galliani è in partenza per Madrid…

«E sarà un piacere averlo ospite a cena, ma non posso cambiare programma. Il dado è tratto».

Dove si farà operare?

«In Canada, a Vancouver, dove ho anche preso casa con mia moglie».

Eppure, carissimo Ancelotti, quando lei lasciò il Milan nel 2009, disse testualmente: "Un giorno tornerò"…

«E confermo anche adesso quella promessa solenne. Ho sempre detto e pensato: se dovessi tornare un giorno in Italia ad allenare un club, potrei farlo solo e soltanto con il Milan».

Il presidente Berlusconi si è speso per lei …

«Lo so e lo ha fatto perché mi vuole un bene dell'anima».

Dopo l'intervento cosa farà?

«Mi riposo, tra Madrid e il Canada. Perché i due anni vissuti al Real sono stati molto faticosi, credetemi, e soprattutto impegnativi. Nessuno può immaginare quanto costi, in fatto di energie fisiche e nervose, allenare il Real. Poi tornerò a casa per un altro evento».

Immaginiamo…

«Tra un mese dovrebbe nascere mio nipote. Ed è un evento che non posso e non voglio perdere».

Dai giocatori del Real, Cristiano Ronaldo in testa, ha ricevuto un clamoroso attestato di stima…

«Li ho ringraziati uno per uno, con un abbraccio e qualche parolina giusta».

Solo il Milan si è fatto vivo in queste ore?

«Posso assicurare che le occasioni non mi sono mancate. Dall'Italia, dall'Inghilterra, dalla Germania (lo Schalke 04 che ha appena licenziato Di Matteo, ndr). E non mancheranno da qui al prossimo anno».

Pensa che sarebbe difficile, per uno che ha vissuto due anni al Real, rimettere

in piedi il Milan?

«So che hanno grandi progetti e voglia di investire e rilanciare la squadra. Non mancheranno però gli ostacoli lungo la strada perché i club che dispongono dei top player di sicuro li terranno».

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