Chi scappa è la sinistra, capace di attaccare sempre, in virtù di quel vizietto che è costato la sconfitta perenne al Pd dal 2007, anno veltronianus
Chi scappa è la sinistra, capace di attaccare sempre, in virtù di quel vizietto che è costato la sconfitta perenne al Pd dal 2007, anno veltronianus
Oggi scriviamo che la Salis aveva una convivenza con l'assistente Bonnin in una casa a Milano e ci sentiamo dare dei fascisti, retrogradi, nazisti. Ma il Giornale è stato il primo che ha chiesto di liberarla e che ha visto le manette prima che qualcuno trasformasse il caso di una donna italiana in una campagna elettorale politica per prendersi quattro voti
Il problema è che la signora dalle manette luccicanti, nel giorno in cui il Giornale ha sollevato il caso del "compagno" beccato in albergo con lei prima della manifestazione romana contro il governo, è corsa a cambiare il suo domicilio
Perché, anziché ritwittare vecchie foto omettendo le decine di incontri veri tra i propri big ed esponenti dei clan in questi anni, non dedicano il medesimo tempo a dirci chi ha lanciato David Rossi dalla finestra del Monte dei Paschi a Siena?
Trovano il tempo di fare video dalle camere d'albergo, dai luoghi di vacanza, di riciclare foto del 2019 della Meloni trite e ritrite dimenticandosi della carrellata di foto di esponenti della sinistra coi mafiosi, e il giorno in cui Crosetto - che tirano in ballo ogni istante - va in aula in Parlamento a riferire la linea del governo su Iran, Nato, petrolio e Usa l'aula è vuota. Conte e Schlein non appaiono più in Parlamento insieme e sapete perché? Perché non saprebbero cosa dire dal momento che la posizione del governo italiano è uguale a quella di altri paesi europei con la differenza che la Meloni ha avuto le palle di andare nel Golfo e di dire No a Trump, mentre quello della sinistra è soltanto un no ideologico
Di Trump ne servirebbero due, uno a Washington e uno a Bruxelles al posto di Ursula von der Leyen, che è la prova vivente del fallimento dell'Unione
Ma dentro questo conflitto ci sono visioni della libertà diverse, con alleanze fra Paesi che odiano la democrazia e fra partiti politici che nel nome dell’integrazione in questi anni hanno consentito a organizzazioni illiberali e terroriste
Intanto Giorgia Meloni fa Giorgia Meloni, l'unica strategia che conosce, come dimostrato in questi tre anni e fischia di governo
Nel nome di quell'antifascismo, dalla piazza al palazzo, si costruisce oggi l'antagonismo ai governi eletti
Penso che l'attacco al ministro dell'Interno venga dalla sinistra e riguardi il pugno duro che ha tenuto contro i clandestini, l'islamismo radicale, gli anarchici