Degrado e furti tra le tombe: quei cimiteri capitolini saccheggiati e abbandonati

Manutenzione assente, tombe ricoperte da guano e fogliame, furti, spaccio e incursioni di sbandati e senzatetto: a Roma anche andare a trovare i propri cari al cimitero è diventata un'impresa

Degrado e furti tra le tombe: quei cimiteri capitolini saccheggiati e abbandonati

Altro che “corrispondenza d’amorosi sensi”. I cimiteri della Capitale oggi versano in stato di totale abbandono, e chi vi si reca per passare qualche momento di intimità con i propri cari defunti rischia sempre più spesso di essere scippato o aggredito.

A denunciarlo è un gruppo di cittadini che mercoledì ha manifestato davanti al cimitero monumentale del Verano. “Furti, scippi e aggressioni sono all’ordine del giorno”, accusa Valeria Campana, portavoce del Comitato Cimiteri Capitolini. “Le vittime – spiega - sono soprattutto le persone anziane, quelle che frequentano maggiormente i cimiteri di Roma”. Ma non bastano i ladri. A disturbare la quiete dei defunti ci si mettono anche vagabondi e spacciatori. “Più persone hanno denunciato la presenza di pusher e personalmente ho assistito ad un episodio di spaccio tra l’ingresso nord e l’entrata principale del cimitero Flaminio”, racconta la portavoce del comitato. E se al cimitero del Verano c’è chi approfitta delle poche fontane funzionanti per una doccia en plein air a Prima Porta, invece, i rubinetti sono chiusi e l’acqua per innaffiare i fiori bisogna portarsela da casa. Manutenzione e pulizia, del resto, sono assenti quasi ovunque. “Puliamo da soli per mantenere un po’ di decoro”, dice un cittadino. Ma al cimitero Laurentino, soprattutto nei mesi estivi, l’olezzo è insopportabile. “Pensi che una signora mentre puliva una tomba ha rinvenuto i resti di una mandibola umana – racconta la portavoce del Comitato - e quando si è rivolta all’Ama hanno pure minacciato di denunciarla”.

Alcuni cimiteri sono dei veri e propri musei a cielo aperto. Ma se al Père Lachaise di Parigi, al Zentralfriedhof di Vienna o all’Highgate di Londra milioni di turisti ogni anno pagano il biglietto per visitare sepolcri celebri ed opere d’arte, non si può dire lo stesso per la città di Roma. Eppure il cimitero monumentale del Verano non è certamente da meno. Ci hanno lavorato architetti del calibro di Valadier e Vespignani e all’interno, oltre alle tombe di simboli della romanità, come Belli e Trilussa, degli eroi del Risorgimento italiano o di pittori come Ettore Roesler Franz e Giacomo Balla, si possono ammirare le opere di importanti scultori e decoratori ottocenteschi. O meglio, si potevano. Sì, perché passeggiando dal Quadriportico fino alle aree del Pincetto vecchio e nuovo, lo scenario è desolante. Le tombe sono ricoperte da erbacce e sepolte, anche se suona ironico, da centimetri di guano e foglie secche. Alcune lapidi sono divelte e circondate da retine arancioni, altre riusciamo a malapena a scorgerle dietro le erbacce. Le radici degli alberi hanno sollevato l’asfalto e i sanpietrini e ovunque ci sono i cartelli che avvertono i visitatori del pericolo di caduta di materiali. Dei 250 ritratti dipinti a metà dell’800 da Filippo Severati, con la tecnica dello smalto su lava, ne sono rimasti circa un centinaio. “Circa 150 opere sono state rubate in questi anni per essere rivendute sul mercato antiquario”, denuncia il consigliere comunale di Fratelli d’Italia – An, Francesco Figliomeni, che sulla questione ha presentato un’interrogazione in Campidoglio, chiedendo l'intervento delle istituzioni competenti. Recentemente la Reale Accademia di Belle Arti di Madrid ha dovuto donare un nuovo ritratto del pittore catalano Mariano Fortuny, perché l’originale in bronzo posto sulla sua tomba era stato razziato dai ladri.

Ma non sono solo le opere d’arte a finire nel mirino dei malintenzionati. “Sono senza scrupoli -denuncia un signore anziano - rubano cornici d’ottone, vasi, sottovasi”. “Alcuni genitori sono stati costretti a mettere delle teche di vetro per poter portare qualcosa ai propri figli, perché all’interno portano via qualsiasi cosa, compresi fiori, giocattoli o peluche”, accusa il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Fabrizio Santori, che denuncia la “totale assenza di controlli all’interno dell’area”. Lo conferma Fiorella, una mamma che ogni settimana, da vent’anni, va al Verano per pregare sulla tomba di suo figlio, morto quando aveva solo dieci anni. “Avevo portato i dinosauri con cui giocava, li avevo incollati con il mastice, ma li hanno rubati tutti”, racconta la donna, “a Natale, ho portato le lucine e le hanno staccate”. “Chiunque può accedere e prendere quello che vuole, non c’è controllo”, spiega desolata. “Fuori dal cimitero, a via di Circonvallazione Tiburtina, è pieno di rom accampati con le roulotte che bivaccano e utilizzano i bagni all’interno”, continua mamma Fiorella. “Bisogna stare sempre attenti, perché dentro è pieno di scippatori”, avverte, “io, ad esempio, che ho il permesso di entrare con l’auto, quando vedo una persona sospetta che mi fissa, mi chiudo subito in macchina e me ne vado”.

Ma perché rubare oggetti che non hanno alcun valore? “Li prendono per rivenderli”, spiega la donna, “sai che i rom fanno i mercatini in tutta Roma, no? Quindi per loro anche un pupazzo da due o tre euro diventa prezioso”.

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