La Liguria dice no alla teoria del gender

Approvate ieri due mozioni del centrodestra che vietano l’introduzione della teoria del gender nelle scuole della regione

La Liguria dice no alla teoria del gender

Dopo oltre 11 ore di Consiglio Regionale, ieri la Liguria ha vietato l’introduzione di insegnamenti che presentano riferimenti alla teoria del gender negli istituti scolastici del territorio, approvando con 16 voti favorevoli e 14 contrari, due mozioni promosse dal consigliere regionale di FdI-An Matteo Rosso, e dal capogruppo di Forza Italia alla Regione Liguria, Angelo Vaccarezza. Rispettare il ruolo prioritario della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, educare “al rispetto del corpo altrui e al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva” e vietare nelle scuole di ogni ordine e grado “l’introduzione della cosiddetta Teoria del gender o altre teorie equivalenti, rispettando così quanto stabilito dalla Costituzione, dalla Carta dei Diritti Umani e da tutte le altre norme che riconoscono e tutelano le differenze e le complementarietà tra uomo e donna ed il valore della famiglia come società naturale basata sul matrimonio”, sono alcune delle argomentazioni contenute nell’interpellanza presentata dal centrodestra, e approvata con i voti dei consiglieri di Ncd, Lega Nord, Forza Italia e Fdi-An. Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia-An, Matteo Rosso, promotore di una delle due mozioni “bisogna combattere queste teorie ascientifiche”, che, se diffuse, confonderebbero i giovani “in maniera grave” e che sono “propagandate” per giungere ad un superamento della famiglia naturale. Il capogruppo di Forza Italia, Vaccarezza, ha poi affermato che “una teoria che nega tutto quello che è naturale non può entrare” nella regione. “Sui valori non siamo disposti a fare i modernisti” è stato invece il commento di Alessandro Puggioni, della Lega Nord, che ha appoggiato entrambe le mozioni.

Critici, invece la sinistra del Pd e il Movimento 5 Stelle, secondo i quali la “teoria del gender” non esisterebbe e sarebbe solo una “bufala inventata per creare paura”. Diversi consiglieri regionali del Pd hanno parlato di disinformazione, mentre a sorpresa, un consigliere del Movimento 5 Stelle, Francesco Battistini, ha difeso il governo affermando che “nella riforma della scuola di Renzi non c’è alcun riscontro reale” a ciò che è stato affermato dalla maggioranza. “Per fortuna”, ha ribadito Battistini, “omosessualità ed eterosessualità non si insegnano a scuola”. Alle critiche dell'opposizione il consigliere di Fdi-An, Matteo Rosso, primo firmatario della mozione, raggiunto al telefono da ilGiornale.it ha risposto che "basta andare su Wikipedia per capire che l'ideologia gender esiste". "I cattolici del Pd, invece", ha affermato Rosso commentando il mancato appoggio di questi consiglieri alla mozione, "si sono traditi da soli".

"Questa iniziativa nasce dalla nostra preoccupazione nei confronti della Buona Scuola, in cui sono stati introdotti riferimenti che non hanno nulla a che vedere con la reale identità di genere" ha detto il consigliere di Fratelli d'Italia-An a ilGiornale.it. Rosso ha spiegato inoltre come questo voto denoti un cambio di passo nella politica del Consiglio regionale ligure. "L'amministrazione precedente", ha spiegato il consigliere, "non esitava infatti ad esporre ufficialmente le bandiere arcobaleno durante le manifestazioni pubbliche o a destinare fino a 900.000 euro ad associazioni che si occupavano del contrasto alle discriminazioni, ma che poi nei fatti promuovevano queste teorie”. "Con questa azione”, continua, “sono stati messi invece dei paletti chiari e fermi su quelli che sono i valori di riferimento della nostra regione". La Regione Liguria assicura inoltre Rosso, è pronta a finanziare d’ora in poi solo le associazioni che, operando a livello scolastico, promuovano teorie che non contrastano con l'impostazione che è stata data oggi a livello regionale”. "Tutte le iniziative che saranno portate avanti negli istituti scolastici della regione dovranno inoltre avere il contributo e il benestare dei genitori”. "Finché noi siamo qui non ci sarà spazio per queste teorie" conclude il consigliere.

Una posizione che vede concorde anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che, afferma Rosso, ha votato a favore di entrambe le mozioni ed è stato presente in aula per tutta la durata delle votazioni.

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