
Correva l'anno 1985 e Indro Montanelli, a quel tempo direttore del Giornale, era ospite di Giovanni Minoli a Mixer. Un pezzo di modernariato, direte voi. Invece è una perfetta, precisa, lucida ma soprattutto attuale, fotografia della giustizia italiana. Sono passati ventotto anni. Si vede dai colori delle riprese, dagli abiti e anche dal format stesso della trasmissione. Ma solo da questo. In tutto il resto, il breve spezzone che vi riproponiamo, sembra una registrazione di poche ore fa. Attuale. Più che mai. Una prova della lungimiranza di Montanelli, ma anche la testimonianza dell'immobilità di un Paese che sembra correre su un tapis roulant: sempre in movimento, ma sempre nello stesso posto, allo stesso punto di partenza. Montanelli parla di giustizia e ci va giù pesante.
Minoli lo interpella su un articolo in cui aveva attaccato i giudici che avevano condannato Vincenzo Muccioli, fondatore ed allora patron di San Patrigano. Una presa di posizione che gli costò una querela. "Quello di Muccioli è uno dei più clamorosi casi in cui la giustizia si è messa contro la coscienza popolare", spiega Montanelli. Poi torna sulla sua querela: "Ne avrò delle altre. Non sono affatto disposto a tollerare una magistratura come quella che abbiamo in Italia".
Montanelli continua attaccando il protagonismo delle toghe, puntando il dito in particolare contro il magistrato Carlo Palermo, e denunciando le degenerazioni di una stampa sempre più sensazionalistica e di una magistratura sempre più arrogante. Ma non solo. Il giornalista mette alla berlina i giudici che cavalcano le indagini per farsi vedere e poi, dopo aver rovinato uomini e aziende, non pagano per i loro errori. Parole profetiche.
Sembra storia di oggi, invece è storia e basta. Insomma, una lezione attualissima. Una pagina sempreverde dell'infinita cronaca del Paese Italia. Purtroppo.
È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. “Chiagne e fotte”, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni. Indro Montanelli, 2001
Da morto, sciacalli nati, se ne sono appropriati.
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comunisti, servi della magistratura! magistratura padroni della politica!
cosi non si può votare: è dittatura!
bruna.amorosi nessuno ha definito diavolo Montanelli, anzi è l'esatto contrario: tutti gli ammiratori di Berlusconi hanno sempre sputato sulla memoria di Montanelli, salvo ora riesumarlo per i propri scopi propagandistici; molto triste.
Oggi la situazione è notevolmente peggiorata poichè la magistratura ha acquistato ancora più poteri e è ancora più politizzata.
COn questa premessa, che senso ha riportare un dibattito televisivo che si svolse quasi 30 anni fa, in un contesto sociale e politico completamente diverso? In realtà, l'unica conclusione che ne posso tirare è che in tanti anni di potere, Berslusconi si è occupato di giustizia solo per fare delle riforme che o hanno avvantaggiato direttamente ma senza avere la lungimiranza di una vera riforma. Per me, questo articolo assomiglia molto ad un autogol...
dai grandi ISTRANZOS de sa Zustissia rappresenta il triste e Mortale retaggio degli ignobili Felloni giudiziari, quei Feroci BRIGANTI
dell'infame Patto di Mandrogne. Questi Scellerati LEGULEI, aggredirono con vile Turpitudine e Infamarono anche un dotto e Grande
Giurista, perchè andavano molto in bestia quei Cialtroni, specie quando lo sentivano affermare (con antica Sapienza) che: “La forza della
LEGGE deve Trionfare sulla legge della Forza”. Ma il temibile, Temerario e MAFIOSO Giudiciume degli Usurpatori di toghe, non pensa che
le picche dei PROLETARI siano smaniose di rimettersi al lavoro per far ballare nuovamente qualche loro immonda Testa di SUINO ?
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http://www.ilgiornale.it/news/interni/quei-testimoni-indagati-aver-difeso-cav-verit-non-piace-ai-930359.html … via @ilGiornale
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Sono stati pure Fortunati questi Testimoni (dello STATO ...) perchè erano in molti; e così quei Cialtroni del GIUDICIUME non hanno potuto
SEQUESTRARLI come da loro putrefatta Consuetudine, per metterli in Galera e INFAMARLI come bramano fare coi loro Nemici e chi per
Coscienza MORALE va a riferire "Coraggiosamente" la Verità su reali accadimenti, artatamente Distorti per il proprio Porco Comodo di
qualche Blasfemo giudicione.
Cercate sempre di arrampicarvi sugli specchi.Impossibile.Montanelli parlava dei magistrati non di Berlusconi.La lingua batte sul dente che duole,ma il vostro e' proprio bacato.
un italiano in usa
un italiano in usa
Il primo era quello che svolgeva il ruolo "critico" del potere (qualisasi potere), ma sempre dalla parte di chi comandava in quel momento (e questo è il Montanelli citato dall'articolo)
Il secondo era il Montanelli che saltava elegantemente sul carro del vincitore (o del presunto vincitore), ma sempre con le "pezze d'appoggio" per poter affermare: "l'avevo detto". Ed è il Montanelli "antiberlusconiano" che molti di voi hanno citato.
Anche per me Montanelli è stato un idolo. A dodici anni dalla sua morte, però, sono stato costretto a rivedere molti dei giudizi che avevo dato su di lui.
E' e rimane il miglior giornalista italiano, ma quanto al carattere: sapeva "sfilarsi" come nessuno dalla barca quando affondava. Però, a conti fatti, restava sempre una banderuola. Nell'intervista contro i magistrati ammalati di protagonismo era pur sempre l'uomo che difendeva la sua parte contro le ingerenze e soprattutto le devianze della Magistratura. Quello "antiberlusconiano" (dopo che Berlusconi la aveva "mantenuto" per quasi vent'anni) erano le impuntature dell'intellettuale compromesso col vecchio regime che vuol salire sul carro del vincitore. Solo che a 84 anni l'operazione è risultata poco credibile.