Genoa, i duri promettono un nuovo G8

Paola Balsomini

«Se qualcuno alza un dito io me ne vado». Sono state queste le parole del presidente rossoblù Enrico Preziosi, pronunciate a margine della presentazione del nuovo tecnico Francesco Guidolin, primo baluardo di un Grifone che pensa soltanto al futuro e non più al passato. Ma sono state anche parole che rispecchiano in qualche modo l’umore della città e della tifoseria rossoblù che, dopo dieci anni di sofferta cadetteria, sognava già il ritorno ai grandi palcoscenici. Palcoscenici che, in realtà, gli spettano di diritto per il primo posto in classifica ottenuto e che solo un clamoroso verdetto da parte della giustizia sportiva potrebbe cancellare. Ma il rischio di una forte penalizzazione c’è anche se il capo dell’Ufficio Indagini della Figc da Roma tace e si limita a diramare la lista dei convocati per gli interrogatori.
Intanto la città, quella rossoblù, sta con il fiato sospeso, attende il verdetto, ascolta le voci, va dietro agli umori quotidiani e qualcuno sussurra, anche tra le pagine dei siti internet: «Scoppia un altro G8». A Genova non si parla d’altro: nei bar, sugli autobus, in banca.

E’ un leit motive ma gli animi si surriscaldano, i nervi sono un pò più tesi del solito, sicuramente non si respira l’aria di festa che dovrebbe esserci per un Grifone che ha ricominciato ad aprire le ali. Un’atmosfera in qualche modo surreale che ha avuto inizio (...)

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