Il gran ritorno di Gergiev per le streghe di Macbeth

Il gran ritorno di Gergiev per le streghe di Macbeth

Dopo il concerto di lunedì con l'orchestra Filarmonica della Scala, giovedì prossimo (ore 19.30) torna al teatro alla Scala il ciclone Valery Gergiev: il direttore osseta dal carisma con pochi pari. Pare che una volta sul podio, raggiunto all'ultimo minuto, dopo aver fatto e brigato fino all'ultimo istante, soggioghi immancabilmente l'orchestra. Così si racconta. Così confermano anche gli orchestrali scaligeri che lavorano con Gergiev dal 1990: ininterrottamente.
Gergiev torna per dirigere un'opera diabolica, Macbeth di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Titolo che va in scena in una nuova produzione di Giorgio Barberio Corsetti (alla regia e scenografia), con Franco Vassallo nel ruolo del titolo, Lucrezia Garcia in quello di Lady Macbeth, Banco sarà Štefan Kocán, Macduff sarà Stefano Secco e Antonio Corianò vestirà i panni di Malcolm.
Ispirandosi a Shakespeare, Verdi narra la tragedia di Macbeth che su istigazione della moglie, l'arrivismo fatto persona, si macchia di crimini pur di conquistare il trono di Scozia. Raggiunge l'obiettivo, ma Lady Macbeth finisce divorata dalla pazzia, e lui, Macbeth, muore sotto i colpi di Macduff: come vaticinato dalle streghe. Streghe che, spiega Barberio Corstti, sono «un'emanazione di Macbeth» rappresentano quello che «lui nasconde nel profondo». Il regista parla di uno spettacolo composito che sposa l'impianto narrativo, con personaggi scolpiti nella loro concretezza, a un piano legato all'immaginario, «ogni scena è un quadro, che nel suo insieme va anche aldilà del libretto, raccontando la parte nascosta». Perché questo spettacolo, continua il regista, «è fatto di tanti strati come quando i pittori dipingono e arrivano all'immagine finale per diverse velature». La scenografia, anticipa Barberio Corsetti, «ricorda le architetture moderne, fa pensare a spazi metafisici alla De Chirico». Quanto alle streghe, sono esseri con «corpi in grado di volare, di fare prestazioni insolite e un po' disumane. Le apparizioni sono nell'antro delle streghe». Quella caverna è, a conti fatti, il fondo di Macbeth. Nella caverna delle apparizione vi sono fantasmi che si materializzano: talvolta in carne ed ossa, e talvolta tramite immagini proiettate.
Un'opera certo nelle corde di Gergiev, ormai una stella di prima grandezza, influente al punto da comparire nel Time 100 del 2010. In questo 2013, si aggiungono altri due tasselli importanti nella vita professionale di Gergiev.

Direttore del Teatro Mariinsky e della London Symphony Orchestra, Gergiev è stato nominato anche direttore musicale designato dei Münchener Philharmoniker, posizione in cui succederà a Lorin Maazel nel 2015. E soprattutto, in maggio vedrà il lancio della sua ultima creatura, il Marinskij II, teatro che si fronteggia con l'attuale.

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