La «Traviata» aprirà la stagione dei tagli e del rischio paralisi

La «Traviata» aprirà la stagione dei tagli e del rischio paralisi

La stagione 2013-2014 del teatro alla Scala di Milano sarà più snella delle precedenti, si presenta con dieci titoli d'opera anziché i consueti tredici. In sintesi: non si canterà per tutto agosto, settembre e ottobre, con l'eccezione di tre serate di recital dunque con cantanti solisti in duo con pianoforte. A compensare un'estate ed autunno 2014 scarsamente canori contribuiranno il balletto e concerti sinfonici.
Cosa succede in uno dei teatri più facoltosi e produttivi d'Italia? Stephan Lissner, sovrintendente fino al 2015 (poi all'Opéra di Parigi), parla di problemi legati alla crisi e di «scelte importanti nella difesa di un teatro pubblico che ha 43 milioni di euro da sponsor, è stato aperto quasi ogni sera totalizzando incassi per 30,2 milioni grazie a 400mila spettatori. Le risorse proprie sono pari a 73milioni di euro quasi il 64% dell'intero bilancio. In Europa i contributi pubblici raggiungono il 50% del bilancio, alla Scala il 36%». Accanto a lui, ieri, nel presentare il nuovo cartellone, c'era - in via del tutto eccezionale - il direttore musicale della Scala: Daniel Barenboim. Prima cosa, ha giustificato le proprie assenze: quelle per malattia di questi giorni, e poi la mancata presenza alla tournée giapponese di fine estate per coincidenza di impegni a Berlino. Ma Barenboim era lì per reclamare maggiore «flessibilità in un teatro che da otto mesi è paralizzato, non sta facendo programmazione», bloccato insomma da particolarismi che non consentono di individuare il nuovo sovrintendente.Ciò che si muove attorno alla scelta di chi siederà sulla poltronissima della Scala potrebbe ormai fornire materiale per un romanzo alla Dan Brown. «Forse - ancora Barenboim - bisognava chiedere all'attuale sovrintendente di anticipare la programmazione del 2016, i cantanti sono ormai persi, quando si inviteranno sarà troppo tardi».
Bruno Ermolli, vicepresidente del Cda, assicura che si uscirà dal lungo conclave entro luglio, forse anche prima «ora devo parlare con i colleghi per presentare il mio scouting». Poi si terrà comunque conto dei nomi emersi dal bando di concorso per sovrintendente stellato messo in circolo in aprile dalla Scala. Barenboim ha riservato una stoccata per la pretesa di italianità tutto campo: «è terribile sentire che uno dei temi della discussione sulla ricerca del sovrintendente è la nazionalità. Non conta che sia italiano o no, bisogna semmai chiedersi se ha cultura, se è capace di gestire un teatro come questo, se sa creare un progetto artistico di peso». E a rincalzo, il sindaco Giuliano Pisapia, nonché Presidente del Cda, ricorda che «ho ricevuto molti consigli, ascolto tutti, approfondisco. Poi è giusto che ognuno faccia le proprie scelte secondo la normativa vigente e con trasparenza».
La stagione prossima, differente da quella del 2014-15 che sarà improntata all'Expo (anticipa Lissner), apre con Traviata di Giuseppe Verdi con Diana Damrau nel ruolo del titolo, Daniele Gatti alla direzione e Dmitri Tcherniakov alla regia. Lo stesso regista che firmerà anche l'allestimento de La sposa dello Zar di Rimskij-Korsakov con Barenboim sul podio. Grande attesa per il direttore Tony Pappano che finalmente viene alla Scala non per un concerto ma per un'opera: Les Troyens di Berlioz, nuova produzione di Mc Vicar (coprodotta con la Royal Opera House di Londra). Elektra di Strauss avrà la nuova veste del regista Patrice Chereau e la direzione di uno straussiano doc come Esa-Pekka Salonen. Fra le sei nuove produzioni della prossima stagione figurano Così fan tutte (Claus Guth) e Le Comte Ory (Laurent Pelly). L'ultimo titolo della stagione, Simon Boccanegra, riporta alla Scala il tenorissimo Placido Domingo, però nel ruolo di baritono cioè di Simone.

Per la stagione sinfonica, alla testa della Filarmonica scaligera figurano i nomi di George Pretre in un tutto Brahms, della direttora scandinava Susanna Malkki, Daniel Harding, Salonen, Pappano, Jordan Chailly, Fabio Luisi. Myung-Whiun Chung porta la Staatskapelle di Dresda, Valery Gergiev la London Symphony, Gatti la Mahler, Zhang Xian la Sinfonica Verdi di Milano.

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