BP abiura il green e punta sul greggio per macinare utili

Il gigante petrolifero britannico taglia 5 miliardi di investimenti in rinnovabil

BP abiura il green e punta sul greggio per macinare utili
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BP fa marcia indietro sul green per non rimanere al verde. Un «reset strategico» verso «una nuova direzione», lo ha definito il ceo Murray Auchincloss. Di certo, il colosso petrolifero britannico ieri ha annunciato che taglierà per 5 miliardi di dollari l'anno i suoi investimenti in energie rinnovabili e spenderà, invece, 10 miliardi l'anno fino al 2027 per produrre più petrolio e gas. Sul lato della produzione, l'obiettivo è incrementare l'output di petrolio e gas a 2,3-2,5 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno. «Stiamo riducendo e redistribuendo le spese in conto capitale alle nostre attività con il rendimento più elevato per guidare la crescita e perseguire incessanti miglioramenti delle prestazioni ed efficienza dei costi. Tutto questo al servizio di un flusso di cassa e di rendimenti in crescita sostenibile», ha detto Auchincloss. Ha dunque funzionato il pressing di alcuni azionisti di Bp, tra cui l'influente fondo americano Elliot Management che è entrato nel capitale con il 5%, spendendo quasi 5 miliardi, e ora è terzo azionista alle spalle di BlackRock (9%) e Vanguard (5%). I soci vogliono che BP faccia soldi, non politica sul clima. E soprattutto vogliono recuperare il terreno perso con i concorrenti. Il predecessore di Auchincloss, Bernard Looney, aveva abbracciato l'energia a basse emissioni di carbonio sulla base di una previsione errata secondo cui il consumo globale di petrolio aveva già raggiunto il picco e ha intrapreso costose incursioni nell'energia eolica offshore. Cinque anni fa, BP aveva quindi fissato alcuni degli obiettivi più ambiziosi tra le grandi compagnie petrolifere per ridurre la produzione di petrolio e gas del 40% entro il 2030, aumentando significativamente gli investimenti nelle energie rinnovabili. Nel frattempo, gli azionisti hanno visto un rendimento, dividendi inclusi, del 36 per cento. Assai più basso rispetto a quello dei soci delle rivali Shell ed Exxon (rispettivamente dell'82% e del 160 per cento). Non solo. Anche il colosso petrolifero norvegese Equinor ha annunciato misure simili all'inizio di febbraio ridimensionando i piani di investimento in energia verde. Tutto questo mentre negli Usa il presidente Donald Trump con il suo «drill, baby, drill!» ha incoraggiato gli investimenti nei combustibili fossili. Il ritorno almeno temporaneo a una maggiore quota destinata agli idrocarburi è stato ventilato nei fatti da vari altri governi occidentali ed europei, incluso quello laburista inglese di Keir Starmer. Quali sono i nuovi piani di BP? Il gruppo, che ha annunciato anche il taglio di 4.700 posti di lavoro e 3.000 contratti di appalto per ridurre i costi, intende tagliare la spesa annuale in conto capitale portandola a un intervallo compreso tra 13 e 15 miliardi di dollari entro il 2027 e puntando a disinvestimenti per 20 miliardi di dollari nello stesso arco temporale.

Gli investimenti in biogas, biocarburanti e nella ricarica di veicoli elettrici, gli investimenti mirati nell'idrogeno e gli investimenti in attività di transizione, verranno ridotti a un valore compreso tra 1,5 e 2 miliardi l'anno. Quindi, oltre 5 miliardi in meno rispetto alla previsione precedente.

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