Camorra, catturato Zagaria Il superboss dei Casalesi era latitante dal 1995

Individuato a Casapesenna nel Casertano il bunker in cui si nascondeva il numero uno dei Casalesi, Michele Zagaria. GUARDA I VIDEO 1 - 2 . Nel covo trovati i libri Gomorra e quelli anti camorra dell'ex pm Cantone. FOTO  LA SCHEDA Michele Zagaria, il "re del cemento"

Camorra, catturato Zagaria Il superboss dei Casalesi era latitante dal 1995

Napoli - Arrestato. La latitanza del superboss dei Casalesi, Michele Zagaria si interrompe oggi. La squadra mobile della polizia questa mattina ha individuato a Casapesenna nel Casertano il covo in cui si nascondeva il capo di Gomorra. Il boss, ultimo superlatitante della camorra, è stato preso dalla squadra mobile di Napoli e Caserta in una abitazione in via Mascagni nel comune di Casapesenna, dopo una serie di operazioni di scavo. Tra il bunker sotterraneo e il pavimento dell’abitazione vi erano infatti cinque metri di cemento armato.

Il blitz è scattato alle 3 di notte. Nel buio della notte decine di poliziotti hanno circondato un complesso di case di via Mascagni a Casapesenna. "Siamo andati in via Mascagni convinti che Zagaria fosse lì", hanno detto i poliziotti che una volta individuato il covo hanno iniziato a sfondare il pavimento con i martelli pneumatici. Dopo due ore di scavi si è udita finalmente la voce di Zagaria: "Fermatevi, non scavate più. Sono qui".

La primula rossa dell'organizzazione criminale era latitante dal 1995 e ora sarà rinchiuso in regime di 41 bis nel carcere di Novara. Dopo l'arresto, secondo le prime indiscrezioni, il boss sarebbe stato colto da malore, al punto da richiedere l'intervento di un'ambulanza. Entusiasmo tra le forze dell'ordine presenti che hanno cominciato ad abbracciarsi e a scandire slogan. Prima di individuare il covo del boss, sono state eseguite centinaia di perquizioni in case private.

L'uomo è rimasto per qualche minuto chiuso nel bunker sotterraneo. All'inizio nessuno ha potuto vederlo in volto. Tuttavia, parlando con gli agenti della polizia, aveva confermato di essere Zagaria. Il paese di Casapesenna, del quale Zagaria è originario, è interamente circondato da poliziotti. Il boss era nascosto in un bunker cui si accede da un cunicolo all’interno di una villetta che è stata circondata questa notte dagli uomini dello Sco e delle squadre mobili di Caserta e Napoli. Nel nascondiglio era presente anche la moglie di Zagaria.

Ma c'erano anche diversi libri: da "I Gattopardi" e "Solo per giustizia" dell’ex pm anticamorra oggi in Cassazione Raffaele Cantone, a "L’Impero" del giornalista del Mattino Gigi di Fiore, passando per Gomorra di Saviano e un libro su Steve Jobs. Nel covo di una decina di metri c'era un letto a una piazza e mezza, un piccolo armadio, con tre giubbotti in pelle, niente armi, niente soldi, una fioca luce, un televisore a cristalli liquidi, un angolo cottura per preparare il caffè e un angolo per il bagno e la doccia.

"Un meraviglioso regalo, hanno mantenuto la promessa", così il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, ha commentato l’arresto del superlatitante. Lepore dopodomani saluterà i colleghi e andrà in pensione dopo sette anni di incarico. "Ringrazio tutte le forze dell’ordine e i miei sostituti: mi avevano promesso questo arresto e hanno mantenuto l’impegno".

"Avete vinto voi, ha vinto lo Stato". Sono state queste le prime parole ironiche che il boss Zagaria ha rivolto ai magistrati della Dda che l’hanno raggiunto nel bunker. Il re dei Casalesi era ricercato per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, rapina e altri reati. L’8 febbraio 2000 erano state diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali. Detto "Capastorta", il capo dei Casalesi è l’ultimo del clan a essere catturato. A novembre 2010, infatti, era finita la latitanza di Antonio Iovine, detto "o ninno", catturato dalla polizia di Napoli, e a gennaio dell’anno precedente i carabinieri avevano preso Giuseppe Setola. "Con la cattura di Michele Zagaria si è certamente tagliata la testa dei Casalesi, l’unica rimasta dopo l’arresto di Antonio Iovine", ha commentato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso.

Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, si è congratulato con il capo della polizia: "La cattura di Zagaria è un grandissimo successo dello Stato, non solo verso il clan dei casalesi, ma verso l'intera organizzazione camorristica, che si è reso possibile grazie allo straordinario lavoro e impegno delle Forze dell'ordine e della Magistratura".

"Preso Zagaria, come un topo sotto terra. Ottimo lavoro, ragazzi!". Così Roberto Saviano, in un tweet, ha commentato l’arresto del numero uno dei Casalesi.

"Avevamo più di una sensazione che potessimo essere vicini al covo del latitante. Ma fino al centrimetro prima sono latitanti e solo il centimetro dopo si può dire che sono stati catturati.

Quindi si aspettava si arrivasse al centrimetro dopo", ha commentato il capo della polizia Antonio Manganelli, che poi ha aggiunto: "Quello dei casalesi è un clan molto insidioso, che ha la pretesa di avere un'organizzazione antistato".

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