Addio a Dexter King, l'ultimogenito di Martin Luther King

L'erede spirituale del reverendo King è morto questa notte a Malibu per via delle conseguenze di un cancro alla prostata

Addio a Dexter King, l'ultimogenito di Martin Luther King
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Si è spento questa notte nella sua casa di Malibu in California Dexter King, l'ultimo figlio di Martin Luther King Jr. e di Coretta Scott King. L'uomo, 62 anni, si era ammalato di cancro alla prostata e si è spento "serenamente nel sonno". Il suo nome di battesimo era stato ispirato dalla Dexter Avenue Baptist Church di Montgomery (Alabama) ove il reverendo King iniziò la sua attività di pastore, per poi essere attenzionato dalla cronaca nazionale in seguito al boicottaggio nato dal coraggio di Rosa Parks nel 1955. Dexter, che aveva appena sette anni quando il padre venne assassinato, ha speso la sua vita cercando di portare avanti l'eredità dei suoi genitori: non a caso, a tributargli tutti gli onori del caso e un saluto commosso, il senatore Raphael Warnock, per quasi vent'anni pastore senior presso la Ebenezer Baptist Church di Atlanta, l’ex pulpito del reverendo Martin Luther King Jr.

King aveva affidato le sue memorie, famigliari e personali, ad un libro scritto nel 2004 intitolato Growing Up King, nel quale ha raccontato la sua primissima infanzia, il "peso" morale di essere cresciuto in una famiglia non comune, ma anche le difficoltà e le tensioni legate al ruolo crescente rivestito dai suoi genitori nella battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti. "Formalità, serietà, certezza": questi solo i valori nei quali King affermava di essersi sempre riconosciuto e nei quali si è sempre dovuto tenere come binari saldi. "Fin da quando avevo sette anni ho sempre sentito di dover essere formale", ripeteva il figlio del reverendo King, riferendosi alla sua infanzia mozzata dall'epilogo tragico della vita di suo padre, Un trauma personale e collettivo che ha segnato la storia americana per sempre. Ma anche il difficile fardello da portare, l'eredità da raccogliere, il perenne confronto con i genitori.

Nel 1969 l'uomo destò scalpore per le dichiarazioni fatte sul presunto assassino del padre, James Earl Ray: Dexter King ha, infatti, sempre creduto che colui il quale si era dichiarato colpevole nel 1969, in realtà fosse innocente. Anche per questa ragione volle incontrarlo nel 1997 in una prigione di Nashville, chiedendone a gran voce un processo per riesaminare tutta la documentazione del caso. La teoria, sostenuta da Dexter e dai suoi fratelli, è che Ray fosse in realtà un minuscolo ingranaggio all'interno di una cospirazione molto più grande, ordita per silenziare la battaglia di suo padre, trasformatasi in un sommovimento mondiale. Tuttavia, Ray non subì mai un processo.

Dexter assomigliava molto a suo padre, così tanto che in una pellicola del 2002 interpretò il suo ruolo in un film su Rosa Parks e Angela Bassett. Ma l'impegno di Dexter King è andato ben oltre le somiglianze e l'eco dell'operato dei suoi genitori, mantenendo saldamente la presidenza e la gestione del Martin Luther King center for non violent social change voluto da sua madre Coretta nel 1968. Ma anche presidente del patrimonio dei King, spesso scontrandosi con i fratelli. Dexter, infatti, ha condiviso il patrimonio di famiglia con i suoi fratelli (Yoland, Bernice e Martin Luther III) con i quali non ha sempre condiviso i metodi per mantenere intatta l'eredità dei loro genitori.

I fratelli King furono, infatti, protagonisti di una triste vicenda nel 2014, quando Dexter e suoi fratello hanno cercato di vendere il Premio Nobel per la Pace ricevuto dal padre nel 1964 e la Bibbia da viaggio del leader nero, sulla quale giurò perfino Barack Obama al suo secondo insediamento. Soltanto due anni dopo la questione fu risolta con la "mediazione" dell'ex presidente Jimmy Carter. Ad oggi, con la sua morte, della famiglia King resta in vita solo la sorella Bernice.

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