Costa Concordia, oggi l'ultimo viaggio in mare

Sono iniziate questa mattina nel porto di Genova le operazioni per lo smantellamento della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012 all'Isola del Giglio

Costa Concordia, oggi l'ultimo viaggio in mare

È iniziato questa mattina intorno alle 9,30 l'ultimo viaggio della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata davanti all'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012. A trasportarla dal molo ex "Superbacino" di Genova, dove è stata sezionata , fino all'area delle riparazioni navali, un convoglio lungo oltre 200 metri con a bordo tre piloti e quattro ormeggiatori. Sarà composto da cinque rimorchiatori, due mezzi anti inquinamento, nonché tre mezzi nautici in assistenza.

Il viaggio previsto è piuttosto breve, neanche 3 km, ma ci vorrà tutta la giornata per portare a termine le operazioni a causa della difficoltà della manovra da effettuare, studiata per mesi. Quello che rimane della grande nave si muoverà infatti alla velocità di un metro al minuto. Una volta giunta a destinazione la Concordia verrà definitivamente smantellata. Fino al termine delle operazioni,in base a un'ordinanza del comandante della Capitaneria di Porto Giovanni Pettorino, è vietata nell'area del "Superbacino" dell'imboccatura di Levante, dell'avamporto e del bacino Gadda, ogni attività di navigazione, subacquea e di superficie. Le operazioni propedeutiche al trasferimento si sono concluse nei giorni scorsi con la rimozione degli ultimi due cassoni e con la resa stagna del ponte zero, che ha permesso di ridare galleggiabilità autonoma allo scafo. Nelle manovre di smantellamento e riciclo del relitto, iniziate nell'estate del 2014 dal Consorzio Ship Recycling, sono stati impegnati oltre 200 lavoratori tra tecnici ed operai.

A causa del naufragio della Costa Concordia persero la vita trentadue persone.

Per il disastro, la Corte d'Appello di Firenze ha confermato la condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Grosseto nei confronti del comandante Francesco Schettino: sedici anni di reclusione in quanto, si legge nelle motivazioni," era consapevole che diverse persone si trovavano sul lato sinistro della nave o, comunque, quanto meno aveva seri dubbi in tal senso e decideva in ogni caso di allontanarsi in modo definitivo dalla Concordia".

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