Una frana sulla Messina-Catania taglia la Sicilia in tre parti

Dopo il crollo del viadotto sull'autostrada Palermo-Catania, adesso la frana sulla Messina-Catania

Una frana sulla Messina-Catania taglia la Sicilia in tre parti

Dopo il crollo del viadotto Himera sull'autostrada Palermo-Catania, la frana di oggi sulla Messina-Catania (l'unica che era rimasta percorribile per il traffico commerciale) ha di fatto tagliato la Sicilia in tre parti, con tutti i mezzi pesanti fermi perché lungo la statale 114, sulla quale viene deviata la circolazione, c'è un angusto sottopasso che rende arduo il transito ai camion. Da oggi tutte le derrate alimentari "saranno portate al macero e quasi tutte le province dell'Isola soffriranno per la difficoltà di approvvigionamento di merci e generi di prima necessità, di materie prime e semilavorati per l'industria manifatturiera e di materiali per il settore delle costruzioni, a partire da cemento e ferro": è l'allarme dell'Ance Sicilia dopo la chiusura della tratta Roccalumera-Giardini Naxos.

L'assessore alle Infrastrutture Giovanni Pizzo dopo il vertice in prefettura allarga le braccia, in una sorta di resa: "Sulle strade siciliane frana di tutto, così non possiamo lavorare". "I nostri Uffici Tecnici sono mobilitati. Purtroppo - dice il presidente del Consorzio autostrade siciliane Rosario Faraci - il movimento franoso ha penalizzato gli utenti costretti alla uscita obbligatoria e a utilizzare la statale 114 con tutte le conseguenze del caso. Stiamo lavorando con il massimo impegno". L'avanzare della terra in movimento ha costretto, fin dalle prime ore del mattino, a interdire il traffico sia lato monte che lato mare. Si tratta dello stesso tratto autostradale che già venerdì scorso era stato interessato da un vasto smottamento arrivato dalla collina che sorge a ridosso dell'arteria autostradale e che aveva creato non pochi disagi, facendo arrivare massi e fango sulla carreggiata Il fronte della frana si è allargato creando un ulteriore riversamento di terriccio che ha reso necessaria la chiusura di un tratto.

Gravi disagi sulla Strada statale 114 dove è stato dirottato il traffico di auto e mezzi pesanti. In preefettura è stato deciso di deviare provvisoriamente il traffico veicolare in transito sulla statale 185 di Sella Mandrazzi, che collega Barcellona Pozzo di Gotto a Giardini-Naxos, con ingresso a Giardini per i mezzi provenienti da Catania, e con ingresso a Barcellona, per i mezzi che, provenendo da Messina e da Palermo, siano diretti a Catania. I nuovi fatti, sebbene prevedibili come dichiarano i tecnici del Consorzio autostrade siciliane, mettono a nudo, per l'Ance, "la gravissima responsabilità dei governi centrale e regionale e della deputazione nazionale e dell'Ars, che hanno tutti sottovalutato l'importanza di completare l'anello autostradale siciliano e di investire in maniera efficace sulla prevenzione del dissesto idrogeologico".

Proprio adesso la Giunta regionale per pagare spese correnti e assistenziali ha sottratto risorse al completamento della Nord-Sud, che avrebbe anche in questo caso potuto costituire un utilissimo by-pass, mentre il governo nazionale ha appena sfiorato la Sicilia col piano "#Italia Sicura" e la stessa Regione ha previsto pochissime risorse nella scheda sul dissesto idrogeologico presentata a Bruxelles per la nuova programmazione dei fondi europei.

"Cosa dovrà accadere ancora - si chiede Santo Cutrone, presidente facente funzioni di Ance Sicilia - perchè l'intera classe politica capisca che la situazione del territorio siciliano non può essere più presa sottogamba? Possiamo assistere inermi al massacro dell'economia siciliana? Possiamo solo sperare che non ci siano conseguenze irrimediabili per la vita delle persone? O dobbiamo sperare ancora una volta in interventi 'fai da tè dei cittadini e dei Comuni che evidenziano tutta la sfiducia nella politica? No, non possiamo e non dobbiamo".

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