L'album porno di scatti rubati per barattare le donne come figurine

Ecco le stanze segrete del web dove si scambiano foto rubate a fidanzate, mamme, figlie. Sono le camere del porno online : "Questa ce l'ho, mi manca Francesca"

L'album porno di scatti rubati per barattare le donne come figurine

Madri, figlie, mogli e fidanzate immortalate nella loro intimità, divulgate online e scambiate come figurine. È questo l’ennesimo scempio pornografico del web. Donne fotografate nude nel letto o in bagno, impegnate in un rapporto sessuale o in un selfie a luci rosse. Private di ogni dignità e privacy per l’eccitazione o per un perverso gioco dei loro partner, amici o parenti o anche semplicemente conoscenti. Ognuna di loro ignara di essere diventata una merce di scambio preziosa. E tutte collezionate come francobolli da utenti bramosi di contenuti pornografici amatoriali.

Ci risiamo. Nell’immenso contenitore chiamato internet va avanti da tempo una moda orrenda. Se è stato possibile creare la Bibbia pedopornografica - l'enorme dossier di foto hard rubate rivelato in esclusiva su ilGiornale.it - è perché alle sue spalle esiste un immenso traffico di immagini che corre di cellulare in cellulare e di computer in computer. Un baratto dell’osceno che avviene senza sosta sulle piattaforme di condivisione di file. “Passami il link del Canile”, si legge nelle chat dei vari forum hard. Oppure: “Hai quello delle Venete?”.

Lo scambio avviene a tutte le ore, ogni giorno. Non c’è giorno lavorativo o di festa in cui le contrattazioni si fermino. Per visualizzare le immagini bisogna entrare in alcune piattaforme online chiamate “camere”. Gli utenti si passano gli indirizzi su Volafile, un sito web che “fornisce memoria temporanea gratuita, utile per condividere file tra colleghi e amici!”. Molti portali, non tutti, sono anche difesi da un codice di protezione che permette la condivisone di fotografie, video o documenti in totale protezione. Ogni utente, se provvisto di password, può accedere alla “room” (stanza, ndr) e iniziare a scambiare materiale illecito con gli altri internauti. Nessun controllo, nessuna registrazione al sito. Ogni “camera” è fornita di un sistema chat per comunicare con gli altri componenti del gruppo. A fianco della chat campeggia un enorme lista di file: da quelli con nome e cognome alle cartelle generiche, fino ad arrivare ai fogli di testo in cui è possibile domandare scatti specifici agli altri pervertiti. “Ce l’avete mica le foto di Angela?”

Non bisogna essere dei maghi della cybersecurity o dei fanatici del pc per riuscire ad incunearsi in una “stanza” del porno amatoriale: il gioco è facile e alla portata di tutti. Grandi e piccini. Adulti e teenager. Basta entrate in uno dei moltissimi forum erotici presenti in rete, aprire la chat e attendere qualche instante per vedere i primi cercatori di porno amateur. “Scambio foto della mia moglie matura per qualche fidanzatina giovane”, scrive un utente. Una manciata di secondi e qualcuno risponde: “Ti scrivo in privato”. Oppure: “Metto il link della ‘room’, vieni qui”. Basta un niente e scatta il baratto hard. I collegamenti web diventano veri e propri snodi nei quali trovare materiale pornografico. Si scambia di tutto: dalle ex morose, alle fidanzate o mogli. Non solo. Anche modelle alle prime istantanee di softporn e ragazzine minorenni. Ovviamente nessuna delle protagoniste degli scatti sa di essere finita in questo vortice perverso.

Attenzione, però. Perché ci sono delle regole: si può rimanere nel gruppo se si contribuisce con altri file. Altrimenti si viene bannati, cioè espulsi. Spesso capita che le password vengano cambiate eliminando così gli utenti che non partecipato alla caccia hot e che quindi non hanno ripagato la fiducia. Succede anche che i moderatori delle pagine, sempre nell’anonimato, cancellino alcuni file perché “abbiamo scoperto che è stata avviata una procedura legare” sulla persona presente nello scatto. “Ragazzi non postate più foto di Federica perché c’è una denuncia”, scrive qualcuno. Ma il motivo dell’avvertimento non è di certo morale né la paura di finire nei guai: “Se la dovete scambiare, fatelo in un altro luogo. Non voglio che la pagina con oltre 300 utenti venga cancellata”. Denuncia o meno, nulla ferma la permuta erotica: “Vieni in quest’altra piattaforma”, invita un utente coperto da pseudonimo. “Arrivo, carico la memoria esterna”, risponde l’interlocutore e puntuale si giunge ad un accordo.

“Guardate, segatevi, postate” è lo slogan

di questo baratto in cui le donne vengono trasformate in figurine. Ignare di essere finite in una sorta di enorme album porno di donne italiane. "Se la roba che ci sta non vi piace, toglietevi dal cazzo".

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