Ora il migrante smonta la Alex "Il viaggio? È stato perfetto..."

Uno dei migranti a bordo della Alex non parla di "condizioni estreme a bordo". E a chi gli chiede del viaggio dà una risposta che spiazza

Ora il migrante smonta la Alex "Il viaggio? È stato perfetto..."

Sarim Karafae, 19 anni, somalo, è uno dei migranti sbarcati dalla Alex. La storia del veliero di Mediterranea ormai è nota. L'imbarcazione con 42 migranti a bordo ha forzato il blocco imposto dal Viminale, ha ignorato l'at intimato dalle motovedette ed è entrata nel porto di Lampedusa per lo sbarco. Un atto di forza quello dell'ong che è costato a Mediterranea un'indagine a carico del comandante e del capo missione e una pesante sanzione. L'ingresso nel porto di Lampedusa è avvenuto dopo la dichiarazione di "stato di necessità" da parte dell'equipaggio della Alex. Una mossa, quella dell'Alex, che viene in parte "smontata" proprio da uno dei migranti a bordo e poi sbarcati a Lampedusa. Intervistato da La Stampa, Sarim a chi gli chiede quanto sia stato duro attendere tutte quelle ore senza cibo e acqua, risponde in modo insapettato, come sottoliena la Verità.

Il migrante infatti non ha dubbi: "Al contrario. È stato un viaggio perfetto". Parole chiare che vanno contro quanto affermato dallo staff della ong e soprattutto dall'equipaggio a bordo del veliero. Più volte, nel corso della giornata di domenica, la barca ha dichiarato lo "stato di necessità" per mancanza di acqua e per le temperature elevate: "Nel nostro stato di necessità c’era anche la responsabilità di 10 minori a bordo, sotto 40 gradi al sole", aveva affermato Alessandra Sciaruba parlando ai cronisti sulla banchina del porto di Lampedusa. Ma a sentire Sarim casca un po' lo "stato di necessità" denunciato dall'ong. Proprio nelle ore precedenti allo sbarco, la Alex aveva ricevuto assistenza piena dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

Un aiuto che però non ha fatto desistere il comdandante-skipper dal forzare il blocco e il divieto imposto dal ministro degli Interni. I migranti dunque non erano stati abbandonati al loro destino ma la situazione era costantemente monitorata dalle autorità italiane e anche da quelle maltesi.

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