Stop alle auto nei campi rom, i nomadi: "Chiudiamo noi la strada agli italiani"

Rom sul piede di guerra nel campo nomadi di via di Salone dopo lo stop ai veicoli deciso dalla Polizia Locale per prevenire le attività illecite. Esultano i residenti: "Un passo verso il ripristino della legalità"

Stop alle auto nei campi rom, i nomadi: "Chiudiamo noi la strada agli italiani"

Continua la stretta sui campi nomadi della Capitale. Dalla scorsa settimana a presidiare l’ingresso del campo nomadi di via di Salone c’è un’auto della Polizia Locale che blocca le vetture fuori dai cancelli dell’accampamento. Si tratta di una misura volta ad impedire l’ingresso di auto e furgoni, che spesso trasportano immondizia e metalli che vengono smaltiti illegalmente all’interno del campo, creando non pochi problemi ai residenti della zona. Ma nell’insediamento alla periferia Est della Capitale i nomadi sono sul piede di guerra.

La soddisfazione dei residenti: "Così fermiamo i roghi"

Se, infatti, per gli uomini della Polizia Locale che sorvegliano l'area si tratta di un atto dovuto verso i cittadini, per gli abitanti della baraccopoli è l'inizio di una “politica di repressione contro la comunità rom”. “È un provvedimento che verrà esteso a tutti i campi nomadi della Capitale”, spiega Franco Pirina, presidente del comitato di quartiere Caop Ponte di Nona. “Si è partiti dal campo di via di Salone perché è quello che ultimamente ha dato maggiori problemi, sia per il ritrovamento di auto rubate o sprovviste dei documenti di circolazione, sia per il materiale che veniva trasportato all’interno del campo e smaltito attraverso i roghi, sia per il ritrovamento di droga e armi”, continua il presidente del comitato.

La protesta dei nomadi: "Dateci il parcheggio o occupiamo la strada"

Così, ora i nomadi sarebbero obbligati a posteggiare le proprie auto nel parcheggio della vicina stazione. Ma la maggior parte preferisce lasciare vetture e furgoni ai margini della strada. Un po’ per comodità, un po’ per protesta. “Se non riaprono il transito alle auto siamo pronti a manifestare e a bloccare la strada”, ci spiega uno dei nomadi residenti nell’accampamento. “Loro bloccano noi, e noi blocchiamo la strada agli italiani”, attacca. “Sono tre giorni che protestiamo”, gli fa eco un altro inquilino del campo rom. “Non possono vietarci di parcheggiare almeno nel parcheggio antistante l’accampamento, che è di nostra proprietà”, denuncia lo stesso ragazzo serbo, che lancia ai vigili un vero e proprio ultimatum: “Se entro due giorni al massimo non ci liberano il parcheggio quattrocento persone bloccheranno la strada principale di via di Salone, e allora voglio vedere se ci ascolteranno”. Parte della comunità rom residente nella baraccopoli puntualizza di essere d’accordo sul divieto di transito per le vetture all’interno del campo.

“Ci sono i bambini e spesso c’è chi alza il gomito e si mette a sfrecciare per i viali dell’accampamento”, ci spiegano. Ma vietare anche l’uso del parcheggio esterno, attaccano, è una “misura repressiva”. “Siamo uomini, non siamo bestie”, inveisce uno di loro. “Ci maltrattano di continuo, qui ci sono donne incinte, bambini, come fanno a vietarci di parcheggiare davanti casa nostra?”, si chiede un altro rom. Nel capannello di curiosi che ci si è stretto attorno ognuno vuole dire la sua. E davanti alle accuse dei residenti, che da anni denunciano illegalità e roghi tossici, c’è anche chi rivendica provocatoriamente il suo diritto al “furto”. “Guardate come viviamo, adesso pretendono che tutti noi dobbiamo essere onesti, se io vedo mio figlio che muore di fame vado a rubare, sicuramente vado a rubare”, afferma un signore sulla cinquantina.

La rivolta dei rom al Camping River

Ad esultare sono invece i residenti di Ponte di Nona, che da mesi aspettavano un provvedimento di questo tipo. “Speriamo che questa decisione venga presto estesa anche agli altri insediamenti della Capitale”, si augura Franco Pirina. Anche se, per ora, non sembra essere stata accolta di buon grado da parte dei diretti interessati. E i malumori non si fermano al campo di via di Salone. Lunedì mattina una manifestazione della comunità rom è andata in scena anche al Camping River, nel quadrante nord di Roma, dove nelle scorse settimane la Polizia Locale è intervenuta per sgomberare l’insediamento abusivo e demolire i moduli abitativi.

Per i nomadi rimasti nell’accampamento senza acqua né servizi igienici la proposta di Matteo Salvini di censire la popolazione rom della Capitale è un’idea “razzista”. E anche nell’insediamento di via della Tenuta Piccirilli la tensione resta alta, complice anche la manifestazione organizzata per lunedì pomeriggio nei pressi del campo dal movimento CasaPound.

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