Torino, agente indagato: criminale si schiantò durante inseguimento

Il poliziotto inseguiva due ladri seriali quando uno di questi, passando dritto a tutta velocità attraverso un incrocio trafficato, andò a schiantarsi contro un’autovettura, subendo gravi ferite. Dopo la sua morte, avvenuta lo scorso dicembre, l’agente è stato inquisito

Torino, agente indagato: criminale si schiantò durante inseguimento

La procura di Torino ha avviato le indagini nei confronti di un agente della squadra mobile locale che, lo scorso novembre, si lanciò all’inseguimento di due criminali noti alle forze dell’ordine per i furti di orologi di lusso commessi ai danni dei passanti. Durante la folle corsa ad oltre 100 km all’ora, uno dei malviventi perse la vita.

I ladri, che viaggiavano su due distinti scooter, accellerarono subito dopo essersi resi conto che due volanti della polizia li stavano seguendo. Decisi a sfuggire all’arresto, bruciarono l’incrocio presente fra via Madama Cristina e via Petrarca, ed uno dei due andò a schiantarsi contro una Ford Focus, riportando lesioni gravissime al torace ed all’addome. Il complice, invece, riuscì a fuggire.

A finire in codice rosso al Cto di Torino il 36enne Nunzio Giuliano, originario di Napoli e figlio di un ex camorrista. L’uomo, rimasto a lungo ricoverato, è morto il 30 dicembre scorso.

Il fatto ha quindi avuto ripercussioni sull’agente di polizia che stava seguendo il criminale. Il poliziotto, infatti, è stato inquisito dopo il decesso di Giuliano.

Quest’ultimo viaggiava ad una velocità di 120 km orari (dato rilevato sul contachilometri dagli inquirenti) a bordo di un veicolo, fra l’altro, non coperto da assicurazione. La procura ha incaricato gli stessi agenti che si erano occupati delle pratiche relative all’incidente in cui fu coinvolto il 36enne di gestire le investigazioni. Il procedimento è stato avviato come atto dovuto a garanzia del poliziotto coinvolto.

Bisognerà dunque dimostrare che, durante l’inseguimento, l’agente si era limitato a svolgere il proprio dovere, senza far nulla (come ad esempio urtare lo scooter) che possa avere

provocato lo schianto fatale.

Al momento si sa solo che il poliziotto ha seguito i malviventi a sirene spianate e con lampeggiante acceso, così da segnalare la propria presenza. Le indagini sono in corso.

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