Vauro: "Di Maio nullità politica, ma bene governo senza Salvini"

Il vignettista toscano ne ha per tutti, dal nemico giurato Matteo Salvini al premier Giuseppe Conte, fino ad arrivare al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, definito senza mezzi termini una "nullità politica": da queste posizioni antigrilline nascono, probabilmente, gli attriti con Travaglio

Vauro: "Di Maio nullità politica, ma bene governo senza Salvini"

Intervistato da Panorama, Vauro Senesi affronta varie tematiche legate al mondo della politica, chiarendo alcune sue posizioni e la nascita di qualche inatteso dissenso, come quello nato con Marco Travaglio, a cui per anni era stato legato nelle trasmissioni condotte da Michele Santoro.

"Non lo sento più. Mando le mie vignette a Il Fatto Quotidiano. A volte le pubblica, a volte no, a volte a pagina 20, ma va bene così.", racconta Vauro. E l'origine di questa crepa che si è venuta a creare tra i due potrebbe essere da ricercare nelle posizioni fortemente critiche nei confronti dei CinqueStelle e del loro leader Luigi Di Maio assunte dal vignettista toscano. "Non lo detesto", precisa al giornalista Senesi specificamente interrogato a riguardo, come riportato da "Libero Quotidiano". "È semplicemente una nullità politica. Vede, Salvini non è un genio, ma è l’unico che comunica, anche se a slogan trucidi. Di Maio non fa nemmeno quello", aggiunge.

Il discorso non si può che spostare dunque sulla politica, e sul nuovo governo in particolar modo. È lo stesso vignettista, veterocomunista, a confessare di sentirsi distante dal Pd, per cui rivela di non votare. "Quando un partito che si definisce di sinistra diventa solo una macchina che amministra il potere e non è più un luogo di incontro dove si producono idee e sogni, capita quello che è successo in Umbria", attacca Vauro. "Si è fatto strame dell’eredità del Pci, la parola sinistra è stata nascosta come una vergogna, l’hanno tolta pure dalla sigla del partito. Ecco, in Emilia Romagna auspico un esito diverso, ma non ci scommetto neanche 20 centesimi", preannuncia.

Nonostante queste premesse, il governo giallo rosso non è comunque in toto una creatura politica completamente esecrabile, tutto pur di affossare il nemico giurato Matteo Salvini. "Premesso che faccio fatica a definire il Pd di sinistra, appoggio tra virgolette questo governo, ma solo perché non c’è più Matteo Salvini", ammette candidamente il vignettista toscano, come riportato da "Il Secolo d'Italia"."Poteva essere un’occasione per tutti, dovevano dirlo chiaro: questo è un Cln, un Comitato di liberazione. Ma lo hanno fatto capire con timidezza, senza richiamare i valori di cui questo governo poteva farsi garante". Una posizione poco entusiasta ma necessaria per contrastare il Carroccio, anche se le sue idee su Di Maio e sul premier Giuseppe Conte non cambiano. "Giuseppe Conte, che adesso tutti considerano un grande statista, per me resta un re travicello. Ex premier subordinato di Salvini del governo più a destra di sempre e ora premier che dovrebbe arginare Salvini. Poi c’è sempre Di Maio…", ribadisce ancora Vauro.

Un pensiero va poi ai rivali politici, primo tra tutti Salvini: "Lo considero un cinico disposto a qualsiasi cosa, anche a cavalcare malumori pericolosi". Poi una precisazione: "Io non sono tra quelli che pensano che la destra sia tutta merda.

Giancarlo Giorgetti è il più pericoloso di tutti perché è intelligente. Giorgia Meloni forse sarebbe migliore di Salvini come presidente del Consiglio perché un po' di preparazione politica le va riconosciuta", ammette.

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