Prestito per quota 100? ​Scatta il rischio interessi

Quota 100 rischia di sbattere sul muro della buonuscita. Il governo studia un piano per accelerare i tempi per l'erogazione del Tfr

Prestito per quota 100? ​Scatta il rischio interessi

Quota 100 rischia di sbattere sul muro della buonuscita. Come già emerso nei giorni scorsi, gli statali che lasceranno il lavoro con il nuovo sistema previdenziale dovranno fare i conti con i ritardi del pagamento del Tfr che scatterà solo quando verranno raggiunti i limiti fissati dalla legge Fornero. Se si lascia il lavoro a 62 anni, allora il Tfr inizierà ad essere pagato solo a 67 anni, 5 anni dopo. Una vera a propria trappola che rischia di impantanare le richieste per l'uscita anticipata. E così il ministro Giulia Bongiorno è subito corsa ai ripari affermando che il governo sarebbe già a lavoro con Abi per trovare un'intesa per un prestito che anticipi i tempi per l'erogazione della buonuscita.

Ma attenzione: come sottolinea il Messaggero, l'interesse applicato a questo prestito potrebbe essere a carico di chi va in pensione. Una vera e propria beffa. La proposta dell'esecutivo è quella di fissare un tetto massimo all'1 per cento. La variabilità del finanziamento fa anche riferimento alle differenze sulla durata. Un perstito del genere può variare da un minimo di due anni ad un massimo di sei.

In realtà per dare il via a questo tipo di provvedimento serve un'intesa più estesa tra amministrazione statale e istituti di credito, un quadro generale che possa valere per tutti gli statali indipendentemente dal settore in cui operano. Il rischio però che gli interessi possano essere a carico di chi lascia il lavoro resta dietro l'angolo.

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