La scalata delle inglesi: al comando in guerra e in chiesa

Dopo 500 anni di storia, la Royal Navy avrà una donna al comando. Dalla pilota della Raf, alla poetessa alla «beefeater» la rivoluzione in rosa rompe tabù e secoli di tradizione. In arrivo anche le donne vescovo

La scalata delle inglesi: al comando in guerra e in chiesa

Rompono argini che sembrano insormontabili, abbattono secoli di storia e pregiudizio e irrompono in un mondo dove il testosterone la fa da padrone. L'ultima è Sarah West, comandante di bordo, diventata la prima donna al comando di una nave da guerra della Royal Navy in cinque secoli di onorata storia. Una rivoluzione che si è consumata in appena due decenni: era il 1990 quando la Marina britannica consentì per la prima volta l'accesso alle donne.
Anni di esperienza nel Golfo e nei Balcani, ora al timone di una delle tredici fregate di Sua Maestà (la Hms Portland «pronta per il combattimento») questa quarantenne laureata in matematica, single e senza figli, è l'esempio più recente della scalata femminile in ambienti che per regolamento interno o tradizione non hanno mai ammesso signore. L'esempio di una rivoluzione rosa in una società, quella britannica, formalmente molto legata alle abitudini del passato ma di fatto sempre più all'avanguardia nell'apertura al futuro.
Prima di Sarah a far cadere un tabù altrettanto lungo, ben cinque secoli, è stata la prima beefeater donna della Torre di Londra. Di lei non si conosce l'identità ma si sa che appartiene alle forze armate e ha superato l'esame battendo sei candidati, tutti uomini, of course. A differenza di qualche secolo fa, non deve occuparsi della sicurezza della Torre e dei gioielli della Corona qui custoditi - sicurezza per la quale in passato i reali ringraziavano con grosse razioni di carne, da cui il nome beefeater, mangiatori di carne - ma deve occuparsi dei sei corvi neri che risiedono nella fortezza e che secondo la leggenda sono garanzia di longevità del Regno Unito e poi - ruolo parecchio più stressante - deve guidare gli oltre due milioni di turisti che visitano ogni anno il monumento.
Dalle navi da guerra alla Torre di Londra fino alla Royal Navy. Le britanniche si fanno pioniere della rivoluzione rosa. Nella quale figura Helen Seymour, la prima donna pilota a bordo di un Typhoon Jet inglese e inviata in missione in Libia contro il regime di Gheddafi. Non solo combattimenti e guerre. C'è anche chi si ritaglia un ruolo di primo piano in settori che nulla hanno a che fare con le armi. Così Carol Ann Duffy, prima donna «poeta laureato» del Regno Unito, cioè poeta ufficiale del Paese, nominata da Sua Maestà. Con un dettaglio di più: Carol è «apertamente gay», come lei stessa si definisce. Rivoluzione doppia, insomma.
Un cambiamento di abitudini, che in alcuni casi si traduce in una svolta storica. Come quella che potrebbe presto toccare la Chiesa anglicana. Dopo lunghe trattative, molti dietrofront e il tentativo di qualcuno di volerne limitare i poteri, i vertici della Chiesa d'Inghilterra hanno dato il via libera a un provvedimento che ammetta l'ascesa delle donne al ruolo di vescovo. Per cercare di soddisfare l'ala più conservatrice dei fedeli, hanno però riconosciuto il diritto di alcune parrocchie che non intendono accettare l'autorità della donna su basi teologiche, di scegliere un vescovo uomo, «designato» dalla donna. Una scelta di compromesso, ma pur sempre un grosso passo avanti. Sempre che, fino al voto di luglio che trasformerà in legge la decisione, non si riapra la questione, che resta tema fortemente controverso.
Perché non ci sono solo glorie in questo cammino verso la parità.

A Sarah Bryant, 26 anni, riccioli biondi e volto da copertina, la scalata verso l'eguaglianza è costata la vita. Nel 2008 è diventata la prima donna soldato inglese a morire in Afghanistan. Perché se uguaglianza deve essere, che lo sia fino alla fine.

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