La nostra democrazia è più forte dei fanatici

Non ritengo che la nostra democrazia stia finendo con le spalle al muro

La nostra democrazia è più forte dei fanatici
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Cortese Direttore Feltri,
perché si ha così paura di ammettere che dietro alle sicuramente partecipate manifestazioni pro-Hamas in Occidente si nasconda quello che dovremmo iniziare a chiamare nazional-islamismo? Eppure anche intervistandone i partecipanti emerge ormai sempre più chiaramente questa volontà di abdicare ai nostri usi e costumi ritenuti decadenti. Sorvolando sui novelli «utili idioti» che sempre di una parte sono e che confermano ormai il cortocircuito in cui è finita la sinistra degli «anti» che ha bisogno di qualcuno da odiare per credere di essere, non ha anche lei l'impressione ed il timore che la nostra democrazia stia finendo all'angolo? Sempre che si abbia, ripeto, il coraggio di ammetterlo!
Cordiali saluti
Mario Taliani

Caro Mario,
non ritengo che la nostra democrazia stia finendo con le spalle al muro, costretta ad arrendersi davanti agli estremismi e ai nuovi ideologismi che mortificano la nostra cultura, i nostri valori, in una sola parola, la nostra civiltà. Non voglio persuadermi, insomma, che ci siamo già arresi.

La democrazia, con il suo sistema di valori, è solida, forte, garantita da procedure e norme che la salvaguardano, e quelle libertà che ci siamo conquistati con il sangue ci stanno molto a cuore e non saremmo mai e poi mai disposti a rinunciarvi.

Tuttavia, penso che effettivamente versiamo in una sorta di crisi a causa del politicamente corretto con la cui tirannia si pretende di dettarci persino come parlare e non soltanto cosa pensare, come del resto ho avuto modo di spiegare nel mio ultimo libro, Fascisti della parola.

Sono conformismo ideologico, politicamente corretto, moralismo imperante imposto da una sinistra insofferente al pensiero avverso a minacciare le sacre libertà democratiche e non cortei di imbecilli, in gran parte immigrati, che inneggiano ad Hamas e al terrore islamico, quantunque supportati e giustificati dalla sinistra medesima.

Con questo non intendo affatto sottovalutare la pericolosità di certi gruppi e di una certa propaganda tesa all'esaltazione del terrorismo come strumento per estendere la cultura islamica nel mondo occidentale mediante violenza e sopraffazione. Dopotutto, gli attentati che in questi anni sono stati compiuti nel cuore dell'Europa in nome di Allah e contro di noi, definiti «sporchi infedeli», rappresentano la prova che il radicalismo islamico è una realtà, un cancro che fa metastasi nelle nostre metropoli, una bomba ad orologeria tenuta sotto controllo dalle nostre formidabili intelligence, un rogo che non ha mai smesso di bruciare e le cui fiamme sono diventate ancora più alte in seguito a quello che sta avvenendo sulla Striscia di Gaza.

Sì, il problema esiste. Ma non ci faremo sopraffare da persone incivili, barbare, da individui che non distinguono la religione dal diritto, che vogliono estendere le loro credenze con le bombe, che ritengono che la donna sia inferiore all'uomo e che vada per questo trattata da schiava, anzi maltrattata, che applicano la pena di morte, comminata senza un processo, che non hanno codici e che l'unica legge che conoscono è quella della Sharia, complesso di regole di comportamento immutabili da sempre e dettate da Allah.

Io confido e credo ancora solennemente nella civiltà, che è più potente e resistente del suo

opposto. Credo nella nostra tradizione giuridica, in quella eredità che fu romana e che ha in Italia, la nostra patria, la sua terra natale.

Io credo nel diritto, credo nell'individuo, credo nell'umanesimo, credo nelle libertà.

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