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Trump ancora contro l'Italia: "Non c'era quando avevamo bisogno. Via le truppe dalle basi? Sto valutando"

Affondo del tycoon che valuta lo spostamento di truppe dalle basi italiane. Intanto Teheran denuncia gli Usa all’Onu, mentre Londra prepara una missione nello Stretto

Trump ancora contro l'Italia: "Non c'era quando avevamo bisogno. Via le truppe dalle basi? Sto valutando"
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Nuova tensione tra Washington e Roma sul dossier Hormuz. Donald Trump accusa l’Italia di non esserci stata «quando ne avevamo bisogno» e conferma di valutare ancora lo spostamento di truppe dalle basi italiane.

Sullo sfondo resta fragile il cessate il fuoco con l’Iran: Teheran denuncia all’Onu le azioni militari Usa nel Golfo, mentre il Regno Unito invia un cacciatorpediniere in Medio Oriente in vista di una missione internazionale nello Stretto.

Usa, respinte 58 navi mercantili da inizio blocco navale

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che, dall'inizio del blocco navale imposto ai porti iraniani il 13 aprile, le forze Usa hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno "messo fuori uso" quattro. "Il blocco navale Usa contro l'Iran continua ad essere applicato pienamente. A oggi le forze del Centcom hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno messe fuori uso 4 dal 13 aprile per impedire alle navi di entrare o uscire dai porti iraniani", ha riferito il Centcom in un post su X.

Trump: "Ll'articolo di Salvini su Truth? Era appropriato"

Alla domanda del Corriere della Sera sul perché abbia postato nei giorni scorsi su Truth un vecchio articolo di Matteo Salvini, il presidente Donald Trump ha replicato: "Perché lo ritenevo appropriato".

Trump: "Dragamine a Hormuz? L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno"

"L'Italia non c'era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l'Italia, e così il mio Paese". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al Corriere della Sera il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio. All'osservazione che l'Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ripetuto ancora una volta: "L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno".

Trump: "Spostare truppe dall'Italia? Ci sto ancora pensando"

In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera, il presidente Usa Donald Trump non ha voluto commentare sullo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che "sta ancora prendendo in considerazione" di spostare truppe dalle basi italiane.

Gb invia cacciatorpediniere in Medio Oriente per una futura missione a Hormuz

Il Regno Unito ha annunciato che invierà un cacciatorpediniere, l'HMS Dragon che si trova attualmente nel Mediterraneo, in Medio Oriente in previsione di una futura missione internazionale per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. "Questo preposizionamento dell'HMS Dragon fa parte di una rigorosa pianificazione per garantire che il Regno Unito sia pronto, come parte di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a garantire la sicurezza dello stretto quando le condizioni lo permetteranno", ha dichiarato il ministero della Difesa britannico

Wsj, Iran parla per la prima volta di Khamenei, 'lesioni a rotula e schienà

L'Iran, per la prima volta, ha fornito dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, l'attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di Usa e Israele che, all'inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre, Ali Khamenei. Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute: la notizia, riferisce il Wsj, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran. Ieri, la Cnn ha riferito che l'intelligence Usa ritiene Khamenei cruciale nelle strategie dell'Iran.

Nyt, Russia trasferisce forniture a Teheran attraverso Mar Caspio

La Russia starebbe utilizzando il Mar Caspio per trasferire in modo riservato forniture militari e commerciali all’Iran, contribuendo ad aiutare Teheran a eludere la pressione e le sanzioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times, secondo cui il bacino è diventato un corridoio strategico per i rifornimenti, mentre l’Iran cerca alternative allo Stretto di Hormuz nel contesto delle continue tensioni con Washington e del blocco navale statunitense. Secondo le fonti citate dal quotidiano, Mosca avrebbe inviato verso l’Iran merci e componenti per droni attraverso il Mar Caspio, contribuendo a ricostituire le capacità militari iraniane dopo le perdite subite nei combattimenti. Funzionari statunitensi riferiscono che tra le forniture figurerebbero anche parti per droni, mentre fonti iraniane segnalano un aumento delle importazioni di beni alimentari come grano, mais e olio di semi attraverso i porti caspici. Il Mar Caspio, accessibile solo ai cinque Paesi rivieraschi e quindi fuori dalla portata militare diretta degli Stati Uniti, viene descritto come una delle rotte più efficaci per aggirare sanzioni e controlli.

Ong: Israele rilascerà in giornata i due attivisti della Flotilla detenuti

Israele prevede di rilasciare "in giornata" Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana: lo rende noto l'ong israeliana per i diritti umani Adalah. "Saranno consegnati alle autorità per l'immigrazione israeliane più tardi in giornata e rimarranno in custodia in attesa della loro deportazione", afferma un comunicato.

Iran all'Onu: "Azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche"

Il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell'Onu che "le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali". Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, condannando gli attacchi statunitensi contro due petroliere iraniane e altre località lungo le coste iraniane nello Stretto di Hormuz, avvenuti giovedì sera. Secondo Mehr, Iravani ha sottolineato che "l'atto di pirateria statunitense, attraverso l'attacco a navi mercantili e il blocco navale, costituisce una chiara violazione del cessate il fuoco".

Teheran, chiazza petrolio a Kharg colpa di navi europee

 Un parlamentare iraniano ha respinto le accuse secondo cui Teheran avrebbe scaricato petrolio in mare vicino all'isola di Kharg, dopo che le immagini satellitari hanno mostrato grandi chiazze di petrolio intorno a questo importante snodo per l'esportazione. Jafar Pourkabgani, membro del parlamento in rappresentanza della provincia di Bushehr, ha affermato in un post sul social X che le chiazze di petrolio sono state causate da "residui di petrolio e acque di zavorra di scarto provenienti da petroliere europee" scaricate in mare. Riferendosi poi alle accuse riportate da Fox News secondo cui l'Iran avrebbe rilasciato petrolio perché i serbatoi di stoccaggio erano pieni, ha aggiunto: "Questa affermazione è falsa e fa parte dell'operazione psicologica del nemico".

Iran: chiazza di petrolio a largo isola di Kharg grande 71 km quadrati

 Le immagini satellitari scattate ieri mostrano un'apparente fuoriuscita di petrolio che copre circa 71 chilometri quadrati al largo dell'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione di greggio dell'Iran. Lo ha affermato Ami Daniel, amministratore delegato della società di intelligence marittima Windward AI. La chiazza è stata avvistata per la prima volta nelle immagini satellitari martedì. La fuoriuscita è avvenuta prima dell'ultima serie di attacchi statunitensi nella regione. L'isola di Kharg si trova all'altra estremità del Golfo rispetto allo Stretto di Hormuz, a centinaia di miglia di distanza. Ieri il Pentagono ha rifiutato di commentare se ci fossero stati recenti attacchi sull'isola di Kharg. Sebbene l’origine della fuoriuscita sia sconosciuta, probabilmente non verranno avviate operazioni di bonifica nelle acque dove Stati Uniti e Iran si sono scontrati, ha affermato Daniel. Nina Noelle, esperta di operazioni di crisi internazionali presso Greenpeace Germania, ha precisato che sembra improbabile che la fuoriuscita abbia un impatto sulla terraferma, sebbene possa comunque influenzare alcuni habitat marini sensibili.

Araghchi, provocazioni USA nel Golfo minano la diplomazia

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha fatto osservazioni in merito alla escalation navale degli Stati Uniti nel Golfo parlando al telefono con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Araghchi avrebbe detto che le recenti azioni “provocatorie” degli Stati Uniti nel Golfo Persico e la “retorica offensiva” da parte di alti funzionari americani avevano aumentato i sospetti iraniani sull’impegno di Washington per la diplomazia. Avrebbe anche accusato gli Stati Uniti di violare ripetutamente il cessate il fuoco, dicendo che l’approccio di Washington sta minando gli sforzi diplomatici e approfondendo la diffidenza tra gli iraniani nei confronti delle intenzioni degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri ha affermato che, per portare avanti il processo diplomatico, è necessario porre fine agli attacchi illegali e agli "approcci irragionevoli ed eccessivi" da parte della controparte.

Inviato Onu, azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche

Il rappresentante permanente iraniano delle Nazioni Unite Amir Saeed Iravani ha detto che le recenti misure statunitensi sono "ostili e provocatorie", avvertendo di "conseguenze catastrofiche" nello stretto di Hormuz. Parlando con i giornalisti, Iravani ha affermato che le recenti azioni degli Stati Uniti costituiscono “comportamenti ostili e provocatori”, osservando che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva pubblicamente riconosciuto queste misure. Ha sottolineato che l’Iran mantiene il suo pieno diritto all’autodifesa ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e prenderà “tutte le misure necessarie” per proteggere la sua sovranità e i suoi interessi nazionali. L’inviato iraniano ha avvertito che la continua attività degli Stati Uniti nello stretto di Hormuz potrebbe portare a “conseguenze catastrofiche” non solo per la regione, ma anche con ripercussioni internazionali più ampie.

Trump: "Attendo risposta da Teheran all'ultima proposta stanotte"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato venerdì ai giornalisti che si aspetta di ricevere una risposta dall’Iran "stasera" in merito a una proposta volta a porre fine alle ostilità nella regione. "Dovrei ricevere una lettera, presumibilmente stasera. Quindi vedremo come andrà", ha detto Trump mentre si preparava a lasciare la Casa Bianca per recarsi a una cena nel suo campo da golf nel nord della Virginia.

Intelligence Usa, Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell'Iran

 L'intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell'Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l'esatta portata della sua autorità all'interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara. Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell'Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all'inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all'interno della struttura di leadership iraniana. L'amministrazione Trump continua a perseguire una soluzione diplomatica al conflitto, mentre il cessate il fuoco si protrae ormai da oltre un mese: secondo le fonti, l'intelligence Usa valuta che l'Iran stia ancora cercando di riorganizzarsi all'indomani della campagna di bombardamenti americani che ha lasciato intatte significative capacità militari di Teheran, preservando la facoltà del Paese di resistere per ulteriori mesi a un blocco statunitense.

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