I campioni-marziani in vetta per la maratona delle nuvole

Al via il Trofeo Mezzalama, un classico dello sci alpinismo: oltre 350 le cordate previste da Cervinia a Gressoney, passando per il Monte Rosa

I campioni-marziani in vetta 
per la maratona delle nuvole

La maratona bianca più alta e longeva del mondo è di nuovo qui. "Gara di sci alpinismo da Breuil-Cervinia a Gressoney attraverso il Monte Rosa" recita il manifesto ufficiale della XVII edizione in programma il 19 aprile con oltre 350 cordate previste. Una leggenda e una grande manifestazione sportiva. Al punto che molti alpinisti di tutto il globo prima o poi devono farla. E insieme ai campioni-marziani ci sono anche tanti umani. Tutti con un lato B, un lavoro, un'altra attività da conciliare con gli allenamenti duri che impone la preparazione. E' questo il segreto del successo di un evento che è la punta di un iceberg di un movimento in crescita, l'unico nel campo dello sci, dove tutti i produttori investono, nonostante abbia fra i suoi requisiti la fatica, considerato che qui non solo si scende, ma anche si sale a forza di gambe e polmoni buoni. D'altronde lo sci è nato così: si mettevano le pelli di foca (oggi materiali sintetici che permettono lo scorrimento nella sola direzione di salita), e quando si arrivava in cima, scegliendo la montagna più bella dello skyline, si toglievano e si sciava nella polvere bianca. Non solo: se le nazioni trainanti a livello mondiale - per numero di praticanti e livello degli atleti - sono tre, Italia, Francia e Svizzera, questo è il momento del "made in Italy" con il Centro Sportivo Esercito della Scuola Militare Alpina a sfornare i migliori talenti che quest'anno, nelle gare della Coppa del Mondo, hanno vinto tutto. Dall'altoatesino Manfred Reichegger, che appunto ha vinto la Coppa, al Piemontese Matteo Eydallin, al valdostano Denis Trento. Ma c'è anche l'invincibile coppia rosa delle valtellinesi Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini, queste figlie di una tradizione valligiana che ha in Fabio Meraldi (oggi marito di Manuela Di Centa) il campionissimo degli anni '90. Sono giovani e fortissimi, a sfatare, per una volta, il pregiudizio che i ragazzi negli anni verdi siano degli scansafatiche. Qui, ai sacrifici di un atleta olimpionico, si sommano quelli della resistenza all'ambiente estremo.
Ma torniamo al Trofeo Mezzalama. E' una grande classica, questa, come fosse la Parigi-Roubaix di ciclismo. A parte che i ciclisti professionisti ci sono davvero, nel senso che molti scelgono, d'inverno, questo tipo di allenamento perché è molto simile a quello delle due ruote.
I numeri del Trofeo
Il "Mezzalama" moderno è rinato nel 1997. Era nato nel 1933 per commemorare l'istruttore di sci Ottorino Mezzalama morto nel 1932 sotto una valanga mentre stava per completare uno dei primi tour delle Alpi con gli sci e le pelli, interrotto alla fine degli anni '30 per la guerra, ancora in auge negli anni '70, di nuovo interrotto per difficoltà economiche indotte anche da una meteo sfortunata e risorto, appunto, grazie soprattutto all'intraprendenza della guida alpina valdostana Adriano Favre e di un gruppo di amici raccolti sotto l'egida della Fondazione Mezzalama. 45 chilometri sul filo dei 4000 dei Monte Rosa, con i picchi della punta Castore (4200 m) e del Naso del Lyskamm (4100 m). Partenza dalla base della pista del Ventina a Breuil-Cervinia e cancelletto orario di selezione (chi passa dopo torna a casa) al Colle del Breithorn dopo 2h:30' per gli uomini, dopo 2h:45' per le donne.
Una quarantina le guide alpine che, da Cervinia, alla Val d'Ayas, alla Valle di Gressoney, alla Valsesia, lavorano alla sistemazione del percorso e alla sua messa in sicurezza, con l'ancoraggio a prova di bomba delle corde fisse che possono arrivare fino a 2000 metri. 200 i volontari, compresi i sanitari, impegnati nei due giorni della gara sabato 18 e domenica 19. La tracciatura, la sistemazione delle bandierine e dei bivacchi in quota comincia a inizio aprile, tra le due e le tre settimane prima dell'evento.
Un nuovo elemento da tenere in considerazione è la massa di pubblico: nell'edizione del 2007 si sono contati circa 3000 spettatori lungo il tracciato tra Cervinia e Gressoney.
Per facilitare l'accesso al pubblico che voglia applaudire i concorrenti al passaggio di Plateau Rosà la società di gestione degli impianti di Cervinia apre prima che sorga il sole con tariffa convenzionata (euro 14 per i biglietti di sola andata, euro 19 per andata e ritorno).
Intanto l'Aiat di Cervinia, già dal mese di settembre 2008, lavora per l'organizzazione dei 950 pernottamenti previsti per gli atleti tra Valtournanche e Breuil. Oltre il 25% della ricettività alberghiera complessiva dell'alta valle (3490 posti letto).

Cifra alla quale va aggiunto il numero non calcolabile di accompagnatori e pubblico. L'arrivo dei primi è previsto a Gressoney La Trinité attorno alle 10 del mattino. Poi tutti gli altri, fino al primo pomeriggio.
lorenzo.scandroglio@gmail.com

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