Intercettazioni, Berlusconi annuncia la stretta: "Porremo fine agli abusi, in galera chi le passa"

In un messaggio al sito dei Promotori della Libertà il presidente del Consiglio torna a parlare della riforma della giustizia: "Cambieremo la Corte Costituzionale, introdurremo procedure più snelle per la responsabilità civile dei magistrati e chi passerà le intercettazioni andrà in galera". Poi sull'operato del governo: "Non ci siamo mai fermati". ASCOLTA IL DISCORSO 

Intercettazioni, Berlusconi annuncia la stretta:  
"Porremo fine agli abusi, in galera chi le passa"

Milano - Il governo non è paralizzato come dice l'opposizione e il suo lavoro continuerà nonostante le iniziative insensate dei pm di Milano. Silvio Berlusconi, in un messaggio ai Promotori della Libertà, enuncia tutto quello che Palazzo Chigi ha realizzato negli ultimi mesi ed esprime fiducia nell'operato del governo. Legge di stabilità, riforma dell'università, decreto sui rifiuti di Napoli, legge comunitaria e decreti attuativi del federalismo fiscale. Tutte cose realizzate, nonostante l'opposizione continui a lamentare un'immobilità del governo. "Anche nell’ultima settimana l’azione del governo è stata nella direzione della crescita: abbiamo stipulato un accordo con le banche che proroga sino a tre anni la moratoria per il pagamento dei debiti delle piccole e medie imprese, e questo è un provvedimento che ha già aiutato circa 200 mila aziende e che nei prossimi mesi ne aiuterà ancora tantissime per uscire dalla crisi, per tornare a livelli di produzione che generano utili e per garantire migliaia di posti di lavoro".

Governo legittimato Il governo continua a "lavorare con impegno", perché "come succede in ogni democrazia liberale, il governo è legittimato dal voto popolare ed ha il diritto-dovere, di governare se ha il sostegno della maggioranza parlamentare", sostiene il presidente del Consiglio, che poi aggiunge: "Noi abbiamo vinto tutte le tornate elettorali degli ultimi tre anni: abbiamo vinto le elezioni politiche, le elezioni europee, le amministrative e quelle regionali. Non solo. Negli ultimi tre mesi il Parlamento ci ha rinnovato per ben otto volte la fiducia al governo, con uno scarto crescente tra maggioranza e opposizione, a favore della maggioranza".

La riforma della giustizia Il premier torna poi a parlare di giustizia. "Non ho mai alimentato conflitti tra istituzioni", dice il Cav, che poi aggiunge: "Al di là dei danni arrecati dalle ennesime, insensate e imperdonabili iniziative giudiziarie messe in campo dai magistrati di Milano, il Presidente del Consiglio, il governo e la maggioranza hanno lavorato e stanno lavorando alacremente alla soluzione dei tanti problemi che ci affliggono". E indica i nuovi provvedimenti in agenda: "Cambieremo presto la Corte Costituzionale, introdurremo anche procedure più snelle per invocare la responsabilità civile dei magistrati, faremo la separazione delle carriere".

Riformare Csm "La giustizia è divenuta sempre più un contropotere politico che esonda dai principi costituzionali e che è sempre meno un servizio pubblico efficiente e giusto, quale invece tutti vorrebbero che fosse". Lo afferma il presidente del Consiglio che poi annuncia i provvedimenti da sottoporre al Parlamento:«La divisione dell’ordine requirente da quello giudicante, con la separazione degli ordini tra avvocati dell’accusa e giudici giudicanti e con un Consiglio Superiore della Magistratura, uno per i pm e uno per i giudici, accompagneremo queste novità da una riforma elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura per ridurre quella che oggi è una politicizzazione che è eccessiva e che è inaccettabile".

Intercettazioni Il presidente del Consiglio ribadisce poi l'intenzione di dare un giro di vite all’uso e alla pubblicazione delle intercettazioni.

"Serve una normativa sulle intercettazioni telefoniche che ponga fine agli abusi e alle violazioni della nostra privacy che si verificano anche in danno di chi non è neppure indagato, con l'introduzione di nuove norme di garanzia che scoraggino la pratica di fornire ai giornali il risultato delle intercettazioni, così come avviene in tutti, tutti i Paesi civili, e tra l'altro come avviene negli Stati Uniti, dove chi passa le intercettazioni alla stampa va in galera, e ci resta per molti anni".

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