Catania nomina otto nuovi dirigenti forestali

Il ministro dell'Agricoltura, Mario Catania, candidato montiano nelle liste Udc, nominerà otto nuovi dirigenti. Alla faccia dei diktat di Monti e del rigore di spesa

Catania nomina otto nuovi dirigenti forestali

Facce nuove, politica vecchia. E vecchi bacini elettorali. Alla faccia del rigore e delle direttive interne. La "nuova" politica è rappresentata dal ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Mario Catania, neo candidato nella lista dell'Udc alla Camera. Il vecchio bacino elettorale è invece quello del Comando Forestale.

Secondo quanto anticipato dal sito Dagospia, oggi il titolare del dicastero dell'Agricoltura ha nominato otto comandanti regionali e ha provveduto a nuove attribuzioni di funzioni dirigenziali (tra cui spicca quella di Aldo Terzi, comandante provinciale di Rimini, nominato adesso pure vice comandante regionale dell'Emilia-Romagna). A soli sette giorni dalla scadenza delle precedenti posizioni, Catania non perde tempo. E decide le sorti di otto generali di brigata su 15: più del 50%. Nomine che, secondo Dagospia, da un lato faranno contento il comandante del corpo forestale Cesare Petrone (sua cugina Rosa è da tempo dirigente generale in Molise), dall'altro serviranno a gonfiare l'appeal elettorale di Casini & co.

Come da tradizione, l'Udc eredita le consuetudini della vecchia Democrazia Cristiana, il cui rapporto con la Forestale è stato sempre stretto e proficuo. Oggi, in un'intervista al Messaggero, Catania ha spiegato che "l’agenda Monti è molto limpida, lineare e ben intellegibile, invece nel Pd c’è un ventaglio di posizioni talmente diversificato che il suo posizionamento esatto su questioni fondamentali è difficilmente identificabile". Non solo l'agenda Monti (o forse sarebbe meglio dire l'agenda Casini?) è chiara per Catania. Ma è altrettanto chiara la strategia elettorale.

E quando c'è da raccogliere voti e consensi, anche i richiami al rigore di spesa e le ingiunzioni del capo del governo passano in secondo piano. Infatti, Mario Monti, come ricorda ancora Dagospia, il 21 dicembre scorso aveva inviato una direttiva a tutti "ministri, vice ministri e sottosegretari di Stato", con l'ordine tassativo di attenervisi "rigorosamente" nello "svolgimento delle proprie funzioni durante la crisi ministeriale". E a proposito di nomine, il bocconiano spiegava che sarebbero state autorizzate solo quelle "strettamente necessarie" previo consenso dello stesso premier.

L'11 gennaio 2012, il segretario del sindacato Sapaf, Marco Moroni, al termine di un incontro con il ministro Catania aveva chiesto "discontinuità" rispetto al passato spiegando che la "situazione del Corpo Forestale dello Stato è grave e si aggrava sempre di piu'' e puntando il dito contro l'attuale capo del Corpo, Cesare Patrone, reo, tra le altre cose, di "colpevoli ritardi nei concorsi interni".

Le nomine degli otti dirigenti stonano con la discontinuità. E non è facile considerarle "strettamente necessarie" visto che il ministro avrebbe potuto provvedere a realizzarle tempo addietro. E non in campagna elettorale e dopo aver annunciato la sua candidatura.

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