Crac Maggio Musicale Fiorentino, fuori la sovrintendente, arriva il commissario

Passivo di circa 3 milioni di euro. La sovrintendente Colombo: "Perché ad un mese dalle elezioni politiche? Io penso di essere vittima della politica". Tegola sul sindaco Renzi

Crac Maggio Musicale Fiorentino, fuori la sovrintendente, arriva il commissario

Tanto tuonò che, infine, giunse il diluvio. Il Maggio Musicale Fiorentino, è stato commissariato, come ultimo regalino del ministro uscente dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, "per gravi irregolarità". Ultimo atto di una gestione disastrosa del prestigioso ente culturale di Firenze.
Il commissario arriverà la settimana prossima e prenderà il posto della potente super sovrintendente Francesca Colombo e cercherà di fare quello in cui lei ha fallito: raddrizzare i conti. L'impegno preso dalla Colombo, infatti, prevedeva il pareggio entro il 2012 e la ricapitalizzazione attraverso il conferimento alla Fondazione del nuovo teatro dell'Opera. Ma i sindaci revisori, a inizio dicembre, hanno denunciato che si prospetta un passivo di circa 3 milioni di euro.

Lo avevano detto tutti, dipendenti, sindacati, politici. E lo aveva scritto anche Il Giornale l'8 luglio 2012, prendendosi pure la smentita stizzita della stessa Colombo che sosteneva che la gestione era cristallina e i conti sotto controllo. Ecco qua, la verità, mesi dopo è venuta a galla. "La sovrintendente garantisce di essere sempre stata trasparente con il ministero? Lo speriamo, ma per quanto riguarda i rapporti a livello locale, ed in particolar modo quelli con i sindacati, la sua gestione si è caratterizzata esattamente per il contrario", sostiene Silvano Ghisolfi della Cgil.

La situazione economica del Maggio musicale è critica da tempo, segnata da un forte sbilancio nei conti, ma è emersa con forza con la firma di dieci licenziamenti di dipendenti, poi ridottisi a otto, il 31 dicembre scorso, varati dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

Ma per capire meglio questa intricata storia bisogna fare un passo indietro. La prestigiosa orchestra fondata nel 1933, diretta dal maestro Zubin Mehta, è un continuo sperpero soldi pubblici. Un pozzo senza fondo: 3,5 milioni di euro all'anno vengono versati alla Fondazione del Maggio dal Comune (il sindaco è presidente del Cda). Solo fra Comune, Provincia e privati, nel 2011 il Maggio ha raccattato 14 milioni di euro. Altri 19 poi glieli dà lo Stato. Tra coloro che buttano soldi in questo mare magnum dello spreco c'è anche l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che regala al Maggio 1,3 milioni all'anno (dei 22 milioni di finanziamenti totali). Ma dove sono finiti tutti questi soldi se il deficit si è gonfiato di anno in anno?

Le cose sono iniziate a peggiorare proprio con l'arrivo della sovrintendente, scelta nel 2010 dal sindaco, Matteo Renzi, la 39enne lecchese Francesca Colombo, ingegnere ("mi chiami ingegnere" precisa a chi le si rivolge con "signorina" o "dottoressa") e dall'esiguo curriculum artistico. Quando il rottamatore la scelse come salvatrice della patria disse: "Sono io a metterci la faccia, è la persona giusta". Sfida persa in partenza. In effetti della Colombo non si sapeva nulla fino al 2007, quando diventò segretaria generale di MiTo (festival che assembla il torinese "Settembre musica" a un nuovo calendario a Milano). Appena mise piede al Maggio come prima mossa si aumentò lo stipendio di 50mila euro rispetto al suo predecessore Francesco Giambrone. Il consiglio di amministrazione deliberò un compenso di 200mila euro l'anno lordi. Soldi meritatissimi (secondo Renzi) in quanto la Colombo promise di portarsi dietro da Milano una sfilza di sponsor privati che, invece, non si sono mai visti e di trasformare il Maggio, unificandolo a MiTo, cosa mai avvenuta.

Ma le disgrazie del Maggio, partono dalla trasformazione da ente lirico a Fondazione, nel 1999. Da allora il bilancio è sempre stato in rosso per le scellerate scelte del centrosinistra fiorentino. Fare peggio del passato era difficile, ma l'accoppiata Renzi-Colombo è riuscita anche in questa impresa. "Tutto quello che ho fatto l' ho fatto d' accordo con il sindaco Matteo Renzi, con lui non c'è mai stata divergenza. Il mio rapporto con il sindaco è rimasto uguale ed è ottimo. E anche lui è stupito di questo atto", ha commentato ieri lei stessa durante una conferenza stampa convocata d'urgenza.

Nel 2009 il Maggio chiuse il consuntivo con una perdita di 2,3 milioni di euro. Con l'arrivo di Renzi e Colombo siamo arrivati a 35 milioni di euro (8,3 di deficit con un esposizione bancaria di 27 milioni). "Colombo è responsabile del disastro attuale e Renzi ha la colpa politica di averla scelta - dicono il capogruppo Pdl in Palazzo Vecchio, Marco Stella, e il consigliere, Mario Tenerani -. Possiamo dire che la sua missione è fallita completamente e così è arrivato il momento delle dimissioni".
Oltre a non aver saputo risanare i conti traballanti e il pauroso deficit ha licenziato collaboratori storici, non ha rinnovato i contratti a termine per le maschere, ha chiesto ai lavoratori di poter prelevare soldi dal fondo dei trattamenti di fine rapporto per far fronte alla crisi, ha assunto una consulente di fund rasing (raccolta fondi, che invece avrebbe dovuto fare lei), fino ad arrivare a mettere in cassa integrazione i 376 dipendenti ed annunciare l'esubero di 45 lavoratori. L'ultimo smacco l'assunzione di un nuovo consulente (60mila euro all'anno) per pianificare gli incentivi all'esodo dei lavoratori. "Quando ci sono sacrifici da fare li fanno sempre e solo i lavoratori - dice Angelo Betti, Fistel Cisl -. Mentre i 95 orchestrali, gli 85 coristi e i 15 del corpo di ballo, sono con il cappio al collo, i dirigenti continuano a sperperare soldi dei contribuenti".

E il commissariamento era l'unica soluzione. Anzi, se la legge fosse stata rispettava, sarebbe già avvenuto, perché la somma dei deficit degli esercizi consecutivi 2009 e 2010 superava abbondantemente il 30% del patrimonio della Fondazione (era arrivato al 62%). Ma il direttore generale degli spettacoli dal vivo del ministero, Salvatore Nastasi lo impedì, e questo oggi è il risultato. "Noi abbiamo portato risultati artistici, atti gestionali, abbiamo messo strutturalmente il Maggio in pareggio. Mi chiedo perché il commissariamento arrivi adesso, mi pongo tanti perché e soprattutto mi chiedo cosa mi viene criticato. Questo nessuno me l' ha ancora detto. Io devo fare cultura e gestire bene i soldi pubblici. Questo l'ho fatto e i risultati concreti che sono pubblicati lo dimostrano. Perché allora il commissariamento?", insiste la Colombo e fa un paragone un tantinello azzardato con il direttore del Bolshoi: "Ci è stata fatta la stessa cosa: una gettata di acido in faccia, questo commissariamento è un atto che ci offende nella forma e nel contenuto". E ancora "Perché questo acido oggi, perché ad un mese dalle elezioni politiche? Io penso di essere vittima della politica".

Commissariamento che suona come un De profundis. Già con un piede nella fossa da tempo, il Maggio Musicale Fiorentino rischia ora di sprofondare definitivamente nel baratro. Bella tegola pre elettorale sul capo del sindaco.

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