Quella "fasciofobia" dell’Anpi che vuole eliminare i morti di destra

Quella "fasciofobia" dell’Anpi che vuole eliminare i morti di destra
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Il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo (nato nel 1949, quindi a guerra finita ma probabilmente staffetta partigiana ad honorem) ha chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di vietare l’“adunata” che si terrà il prossimo 7 gennaio a Roma per commemorare i caduti di Acca Larentia. Due poveri Cristi - Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta - ammazzati mentre stavano uscendo dalla sede dell’Msi dai compagni dei Nuclei armati per il contropotere territoriale; e un altro, Stefano Recchioni, ucciso, non si sa ancora oggi da chi, durante alcuni scontri con la polizia in seguito alla morte dei due “camerati”. Tre lutti dimenticati da tutti ma non dalla galassia, tanto ampia quanto variegata, della Destra italiana. Pagliarulo aveva avanzato questa richiesta pochi giorni prima di Natale perché, si sa, in questo periodo dell’anno siamo tutti più buoni tranne, evidentemente, chi si trova quotidianamente in prima linea a combattere contro i nazifascisti (che poi quelli veri volevano far fuori il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e non l’Anpi che, evidentemente, rappresenta un pericolo minore per loro).

Ogni anno migliaia di persone si trovano davanti alla vecchia sede dell’Msi per il rito del presente che, come ha stabilito la Cassazione, non costituisce reato a meno che non rappresenti un pericolo per l’ordine pubblico. Ed è proprio in relazione a quest’ultimo punto che l’Anpi si appella, affermando che la presenza dei ragazzi di destra ad Acca Larentia sia una minaccia per i cittadini. Per questo motivo, i partigiani del Duemila hanno invitato “tutti e tutte le antifasciste e tutte le forze democratiche, associazioni, partiti e sindacati a vigilare e presidiare il quartiere”. Perché, questo è il sottotesto, c’è in ballo la libertà del Paese. Una libertà a senso unico, visto che le manifestazioni per Acca Larentia non hanno mai rappresentato un serio problema per la sicurezza e che, se problemi ci sono stati in passato, è proprio perché qualcuno a sinistra si è fatto beffa dei morti altrui. Quelli di Serie B. Quelli che possono essere dimenticati e dileggiati.

Solamente ieri l’ufficio decoro del comune di Roma ha deciso di rimuovere la targa (abusiva) che era stata affissa per ricordare Recchioni. Quella lapide dava fastidio. Anzi: deturpava la città di Roma (ma siamo certi che tra monnezza e mezzi pubblici allo sbando sia questo il vero problema dell’Urbe?). Ora quella targa non c’è più. E l’Anpi, insieme al suo braccio, ovviamente mancino, armato (Pd e Avs) punta a far saltare la commemorazione di Acca Larentia. Per salvare la libertà e la democrazia, sia chiaro. Siamo certi che in questa prima settimana dell'anno, il “partito Anpi” - come lo ha definito Alberto Busacca nel suo magistrale Fasciofobia. Bugie e follie dei nuovi antifascisti (Signs Publishing) - cercherà di dettare la linea per sabotare la cerimonia. E questo perché i nuovi partigiani, da sempre legati al partito comunista di ieri e di quel che resta di quella ideologia oggi, si è dato il compito di sconfiggere le destre. Qualsiasi tipo di destra. Scrive Busacca: “Niente di male, per carità, basta non spacciarla per un’associazione super partes, nella quale possono riconoscersi tutti, che sta al di sopra delle divisioni dei partiti.

No, la stessa Anpi è una specie di partito, che prende posizione sulle cose più diverse: dalle riforme costituzionali all’immigrazione, dai programmi Rai alla guerra tra Russia e Ucraina”. E pure sui morti altrui, aggiungiamo noi.

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