Il processo Mediatrade costa 2,1 milioni di euro (pagano i contribuenti)

I conti in tasca alla procura di Milano: per i trasferimenti dei pm sborsati 7mila euro, altri 50mila spesi in traduttori. Poi c'è il maxi contratto a Kpmg

Il processo Mediatrade costa 2,1 milioni di euro (pagano i contribuenti)

Tutti assolti. E non è la prima volta. Il processo Mediatrade (atto terzo) si conclude con una piena assoluzione sia per Pier Silvio Berlusconi sia per Fedele Confalonieri sia per gli altri otto imputati di frode fiscale. Il reato non c'è, le accuse della procura di Milano sono state giudicate infondate. Adesso toccherà alla Cassazione. E, se il verdetto dovesse essere confermato, ecco che le spese del processo verrebbero presentate al contribuente. Quanto? Ad oggi si parla di due milioni 155mila e 456 euro. Da far strabuzzare gli occhi.

A fare i conti in tasca alla procura di Milano ci pensa Libero dimostrando gli sperperi di un accanimento giudiziario che finisce per gravare pesantemente sulle tasche degli italiani. Anche perché l'assoluzione di ieri non è certo la prima. Che le accuse fossero infondate era stato già dimostrato negli altri due tronconi gemelli celebrati a Milano e a Roma. Ma i giudici meneghini non hanno voluto sentire ragioni. E non solo sono andati avanti, ma hanno addirittura firmato un maxi contratto di consulenza con la società Kpmg Audit: 2,1 milioni di euro per "svolgere tutti gli accertamenti sulle procedure di acquisti dei diritti televisivi e sui relativi flussi finanziari di pagamento, oggetto delle presunte irregolarità".

E tutte le altre spese? L'elenco è chilometrico. Ce n'è per tutti. Altri 50mila euro sono andati in fumo per coprire gli stipendi dei traduttori e i costi delle trasferte dei pm milanesi negli Stati Uniti e a Hong Kong. Solo il pm Fabio De Pasquale ha speso 7mila e 152 euro per volare in Cina e altri 9mila e 470 per starsene a Los Angeles. Sergio Spadaro, poi, non è stato da meno.

Per tutelarsi la procura di Milano ha chiesto la confisca a Frank Agrama di 133 milioni di dollari come garanzia delle spese del

processo. Da almeno due anni i soldi di Agrama si trovano in due conti di Hong Kong finiti sotto sequestro. "Se le assoluzioni saranno confermate - avverte Libero - sarà il cittadino a doverli tirare fuori".

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