Israele, il caporale Gilad Shalit è stato liberato: "Spero che la mia liberazione serva per la pace"

Il rilascio è avvenuto in Egitto. Shalit è stato accompagnato dai militanti di Hamas. E' stato riconosciuto da un mediatore israeliano. Dopo le visite è partito per far ritorno nel suo Paese. Ora è polemica per il rilascio dei detenuti palestinesi in cambio del militare israeliano

Israele, il caporale Gilad Shalit è stato liberato: 
"Spero che la mia liberazione serva per la pace"

Il Cairo - Ghilad Shalit adesso è libero. Il soldato israeliano da cinque anni nelle mani di Hamas è stato rilasciato questa mattina dai palestinesi. Accompagnato con una jeep da un gruppo di militanti di Hamas in Egitto Shalit è stato consegnato al mediatore israeliano David Meisan, un ex agente del Mossad, il servizio segreto israeliano.

"Hamas mi ha trattato bene. Sono stato informato del mio rilascio una settimana fa. Spero che questo accordo possa aiutare il processo di pace tra israeliani e palestinesi", queste le prime parole di Shalit da uomo libero. E su quell'unico video diffuso nel 2009 che lo vedeva con un giornale di Hamas in mano durante la prigionia, il militare ha commentato: "Il video girato nel corso della mia detenzione e mandato in onda è servito solo alle parti per trattare la mia liberazione. Penso che lo scambio sia riuscito grazie ai buoni rapporti tra Hamas ed Egitto". Il pensiero poi corre alla famiglia e alla voglia di tornare ad una vita normale. "Non vi posso descrivere cosa ho sentito quando mi è stato detto che sarei stato liberato. La mia famiglia - ha spiegato - e gli amici mi sono mancati moltissimo, questo è ovvio, mi è mancato soprattutto l'impatto umano e il poter incontrare persone normali, civili, e non i soliti militari che mi hanno tenuto compagnia in questi cinque anni".

Shalit è stato sottoposto ad una visita medica e psicologica per accertarne le condizioni psicofisiche. "E' uno dei giorni più felici della mia vita", ha commentato Noam Shalit, padre del caporale israeliano. Adesso il militare è atteso in una base  nel centro di Israele. Lì lo attendono i suoi genitori e il primo ministro Benjamin Netanyahu. Ora comincia la fase più difficile del rilascio. Israele infatti sta per liberare i primi 477 detenuti palestinesi dei 1000 che ha promesso di scarcerare in cambio del soldato israeliano. Nei prossimi due mesi ne saranno liberati altri 550.

La delegazione di Hamas è rimasta in Egitto nell'attesa dei detenuti palestinesi, per identificarli e condurli a Gaza. Alcuni di questi però verranno rilasciati con l'obbligo di andare in esilio e quindi non mettere base nei territori palestinesi. Questa mattina 40 aerei sono atterrati all'aeroporto de Il Cairo con il compito di trasportare gli "esiliati" palestinesi all'estero. Intanto anche la Turchia entra nella vicenda Shalit con una proposta che potrebbe creare ulteriori tensioni fra Ankara e Tel Aviv. Infatti una nota ufficiale turca offre ospitalità ad alcuni dei palestinesi rilasciati.

E ora in Israele montano le polemiche per la scarcerazione dei palestinesi. Infatti buona parte dell'opinione pubblica israeliana non è d'accordo con il rilascio, soprattutto i familiari delle vittime del terrorismo palestinese che ha insanguinato Israele negli ultimi dieci anni. Ora Shalit è a casa.

E 1000 palestinesi detenuti sono uomini liberi. E'un passo in avanti nel processo di pace oppure Israele ha pagato un prezzo troppo alto per salvare, legittimamente la vita di un ragazzo con la faccia ancora da bambino?

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