Mattone in saldo, i prezzi continuano a calare

Nel secondo semestre del 2009 il calo è stato dell'1,6%. In 18 mesi le abitazioni hanno perso iil 5% del valore nelle principali città. Nel 2010 il mercato dovrebbe assestarsi

Prezzi delle abitazioni ancora in discesa nelle 13 principali aree urbane: meno 1,6% nel secondo semestre del 2009. La flessione è cominciata a metà del 2008 e negli ultimi 18 mesi, da quando la crisi si è fatta sentire nel mercato immobiliare, la perdita è stata di poco superiore al 5%.
Un calo modesto in valori assoluti ma significativo per il mercato italiano - ha spiegato Gualtiero Tamburini, presidente di Nomisma che ha illustrato il consueto rapporto dell'Osservatorio immobiliare - nulla però di paragonabile a quanto è avvenuto in Usa, Spagna, Gran Bretagna dove il crollo è stato anche del 30%. L'aggiustamente in Italia si è fatto sentire molto di più sulle quantità, cioè sul numero delle compravendite. A fine 2009 secondo il rapporto saranno meno di 600 mila nel residenziale (il calo nel terzo trimestre 2009 sul terzo trimestre del 2008 è stato dell'11%). A fine 2006 quando si registrò il picco furono 845 mila. Dunque quasi 250 mila in meno. L'erogazione di mutui alle famiglie nel 2009 scende da 56,5 a 49,2 miliardi mentre il fatturato complessivo del mercato immobiliare considerando anche gli immobili non residenziali (i prezzi degli uffici sono calati dell'1,6% e quelli dei negozi dell'1,5%) passa dai 133 miliardi del 2008 (già in calo del 13,7% sul 2007) a 109 miliardi (meno 18,1% sul 2008).
A fronte di questi numeri non sorprende l'aumento dei tempi di vendita che in tutti i comparti hanno superato i sei mesi (8,9 per i capannoni) mentre i tempi delle locazioni sono fermi a tre mesi. Cresce anche lo sconto medio che alla fine viene praticato sul prezzo di partenza, salito al 13%. Nel mercato in questi ultimi mesi, ha osservato ancora Tamburini, è tornata la domanda di «immobili bandiera», soprattutto a Roma e Milano, così come è in crescita la richiesta di abitazioni ad alta efficienza energetica. Più scarsa invece la domanda di immobili a prezzo più basso nelle periferie. Sulle prospettive per il 2010 il rapporto indica la possibilità che la domanda abbia già superato il punto più basso; quindi dovrebbe cominciare a risalire ma il numero delle compravendite «resterà ancora contenuto mentre i prezzi - ha detto ancora Tamburini - continueranno a flettere anche se meno del 2009».


Difficile inoltre valutare al momento l'effetto sul mercato immobiliare dei capitali che rientreranno con lo scudo fiscale. Quanto alla crisi innescata da Dubai, Tamburini teme semmai l'effetto psicologico sui mercati più che le conseguenze per l'eventuale esposizione reale di banche e imprese italiane.

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