Milano, dopo un mese di ricerche fermato aggressore di via Padova

Il 21enne tunisino, clandestino e senza fissa dimora, era nascosto da alcuni parenti in una casa di Peschiera Borromeo: per lui le accuse di rapina aggravata e di lesioni personali gravissime, che lo spediscono dietro le sbarre del carcere

Milano, dopo un mese di ricerche fermato aggressore di via Padova

Aveva aggredito e colpito con bottigliate in faccia un connazionale in via Padova a Milano per derubarlo, arrivando addirittura a mandarlo in coma.

Finalmente il responsabile, un 21enne tunisino senza fissa dimora giunto clandestinamente nel nostro paese circa 7 mesi fa, è stato tratto in arresto dalle forze dell'ordine dopo oltre 30 giorni di ricerche.

Il merito è da ascrivere ai carabinieri del comando di Crescenzago (Milano), che hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip ai danni del responsabile. Per lui l'accusa di rapina aggravata e lesioni personali gravissime.

Durante la serata dello scorso 19 aprile, la vittima, un tunisino di 44 anni, si trovava in un pub in compagnia di un amico e del figlio 12enne per guardare la partita di Europa League tra Napoli ed Arsenal. Al loro tavolo, ad un certo punto, si erano aggiunti anche il 21enne ed un quinto uomo. Quest'ultimo aveva consegnato 50 euro in contanti al 44enne, come pagamento per dei lavori che aveva effettuato all'interno della propria abitazione.

Una volta conclusa la partita, il tunisino 21enne avrebbe iniziato un'accesa discussione col connazionale di 44 anni, da cui pretendeva la consegna di quei 50 euro. L'alterco tra i due si sarebbe poi concluso con la consegna del denaro al più giovane nordafricano, un accordo suggellato da un abbraccio. Ma il peggio aveva ancora da venire. Dopo un nuovo litigio scoppiato tra i due, il 21enne ha infatti afferrato una bottiglia di vetro da un cestino per spaccarla in faccia al rivale, mandandolo a terra.

Immediato l'intervento del figlio della vittima, il 12enne, aggredito a sua volta dal malvivente e spinto a terra dopo che lo stesso gli aveva anche rubato il cellulare.

Trasportato d'urgenza in ospedale, il 44enne era rimasto in coma farmacologico per due giorni interi, prima di ristabilirsi.

I filmati ripresi dalle videocamere di sorveglianza hanno permesso agli inquirenti di avere un quadro chiaro della situazione, e di poter usufruire di alcune preziose immagini del responsabile.

Anche i racconti della vittima hanno aiutato, e non poco, a risalire al colpevole, un certo Moshen, un amico di famiglia, una persona di cui il 44enne si fidava ciecamente. Nonostante le informazioni in possesso degli inquirenti, risalire ad un clandestino senza casa nè documenti è stata dura.

Le ricerche si sono concluse lo scorso mercoledì, quando il malvivente è stato trovato presso dei familiari che lo nascondevano in una casa di Peschiera Borromeo (Milano). Riconosciuto da padre e figlio, nonché per il possesso di un paio di scarpe rosse evidenti nei video registrati, il giovane magrebino è finito dietro le sbarre del carcere di San Vittore.

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