Quei fondi Ue che l'Italia non sa spendere

Quei fondi Ue che l'Italia non sa spendere

Negli ultimi sette anni dei fondi messi a disposizione dell'Italia meno della metà hanno lasciato Bruxelles per raggiungere imprese e artigiani del nostro Paese. «Anzi - spiega l'europarlamentare del Partito popolare europeo Alberto Cirio - la beffa è che i fondi che non siamo riusciti a ottenere, sono finiti ai nostri concorrenti. Andando magari ad aiutare imprenditori bulgari o rumeni che hanno tratto vantaggio dalla nostra incapacità».

Se ne parlerà questa sera a Palazzo Ratti in via Cavour a Seregno al convegno «Unione europea e Pmi brianzole: fondi e finanziamenti per lo sviluppo locale». Tra i relatori lo stesso onorevole Cirio che è anche presidente della Commissione Euronest, il segretario generale Claai-Unione artigiani Marco Accornero e l'imprenditore Tiziano Mariani. «Con tutte le tasse che le piccole e medie imprese italiane sono costrette a pagare - spiega Cirio - è gravissimo che le risorse stanziate dall'Europa non riescano ad arrivare in Italia per essere utilizzate, ma finiscano addirittura in Paesi nostri concorrenti». Anche perché a conti fatti si tratta di una montagna di denaro, visto che dei 35 miliardi di euro che saranno stanziati per il periodo 2014-20 almeno un 8 per cento dovrebbero finire al Piemonte e almeno un 10-12 per cento dovrebbero toccare alla Lombardia. «Sono quasi 4 miliardi di euro - aggiunge Cirio - Risorse con cui possiamo salvare aziende dal fallimento, potenziarne altre, creare posti di lavoro o evitare licenziamenti, costruire o ristrutturare ospedali». Una boccata d'ossigeno ancor più vitale in questi tempi di crisi. «E ad avere un grande bisogno di essere guidati in questa ricerca dei fondi europei - aggiunge - non sono tanto i grandi che sanno arrangiarsi da soli, ma proprio i piccoli e i medi. Perché se fino a oggi i fondi europei non sono arrivati in Italia, la colpa non è degli imprenditori e delle aziende, ma dei politici che avrebbero dovuto fare da tramite e non sono stati in grado di farlo. Ed è paradossale che finiscano a Sofia dai nostri concorrenti con un danno doppio per noi».

Per questo l'impegno che si prende anche il convegno di questa sera a Seregno è di «far conoscere», spiegare «che i fondi proprio per le piccole e medie imprese ci sono, quando scadono, come fare per prenderli». Per «poter poi assistere - conclude Cirio -, affiancare, accompagnare i piccoli e medi imprenditori che sono il tessuto vitale di un'economia che ha proprio nella Brianza il suo cuore pulsante».

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