La Germania, il gasdotto russo e la fondazione per aggirare le sanzioni

La governatrice tedesca Manuela Schwesig è accusata di aver utilizzato una fondazione ambientale per fare pressioni sul gasdotto russo Nord Stream 2: cosa è successo e l'imbarazzo della Germania

La Germania, il gasdotto russo e la fondazione per aggirare le sanzioni

La socialdemocratica tedesca Manuela Schwesig, presidente del Meclemburgo-Pomerania Anteriore (Stato nel nord-est della Germania. Schwesig), è finita nella bufera perchè accusata di aver avuto rapporti troppo stretti con Mosca durante la costruzione del Nord Stream 2, infrastruttura che arriva nel Land da lei governato dal 2017. Schwesig viene attaccata in merito alla nascita, nel 2021, della "Fondazione per il clima MV" che, secondo alcune accuse, sarebbe stata creata unicamente per proteggere le aziende che lo costruivano dalle ritorsioni economiche degli Stati Uniti.

Qual è lo scandalo

"L'intreccio tra il governo statale e la società russa Gazprom è sempre stato disastroso e ora deve finalmente essere affrontato", ha dichiarato il co-leader dei Verdi, Omid Nouripour, partito che a livello nazionale è alleato di governo della Spd (acronimo del partito Socialdemocratico). Schwesig, per provare a difendersi, ha recentemente dichiarato che il proprio supporto al Nord Stream 2 sia "stato un errore", ma ai suoi critici la giustificazione non basta: alcuni vogliono le dimissioni della presidente del Land. Schwesig continua a rispondere che le accuse nei suoi confronti sono false e che la sua linea sul Nord Stream 2 non è stata mai differente da quella che, per anni, ha avuto il governo federale tedesco. ll giornale Die Welt ha affermato che l'ufficio di Schwesig agiva come "una filiale di Gazprom". I documenti ottenuti dal quotidiano rivelano un piano per assumere "dipendenti esperti" del Nord Stream 2 presso la Fondazione istituita dall'amministrazione di Schwesig lo scorso anno. Milioni di euro per l'Ong, per lo più provenienti da Gazprom, miravano a completare l'oleodotto e proteggerlo dalle sanzioni statunitensi.

Le difficoltà tedesche

Anche se non coinvolto direttamente nella vicenda, è chiaro l'imbarazzo del cancelliere Olaf Scholz, già finito nel mirino per il mancato invio di armi pesanti all'Ucraina. La Schwesig, 47 anni, che pochi mesi ha vinto una dura battaglia contro un tumore al seno e riconfermata a furor di popolo dai suoi elettori, adesso è diventata il simbolo delle difficoltà della Spd e dello stesso cancelliere di fronte all'invasione di Putin nella terra di Zelensky. Come si legge sul Corriere, per adesso la governatrice tedesca ha voluto evitare ogni chiarimento in merito alla questione sottolineando di voler rimanere al proprio posto. Questo caso getta un'ombra inquietante sui rapporti tra la Spd e la Russia, con i socialdemocratici storicamente sono tra i più riluttanti in Europa a usare il pugno duro contro Mosca.

Per tanti anni, nonostante le pressioni di Stati Uniti e Ue, Berlino si è sempre opposta al blocco di Nord Stream 2 e Olaf Scholz lo ha "congelato" soltanto quando i carri armati di Putin avevano già invaso l’Ucraina. Secondo alcuni giornali tedeschi, sarebbero stati numerosi gli incontri tra la tedesca Schwesig e il capo di Nord Stream 2, Matthias Warning, uomo legatissimo a Putin e con un passato nella Stasi, i servizi segreti di quella che fu la Germania comunista.

Secondo Repubblica, a questi incontri avrebbe partecipato anche l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, tra i lobbisti più irriducibili di Putin in Europa, anche consigliere di Rosneft (raffineria russa) e Nord Stream.

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