Hillary cambia idea sulle nozze gay

L'ex segretario di Stato strizza apre ancor di più ai gay e bacchetta i mega stipendi dei manager

Hillary cambia idea sulle nozze gay

Fino ad ora l'ex segretario di Stato era dell'avviso che le nozze gay fossero materia di competenza locale, cioè che ogni Stato dovesse regolarle come meglio crede. Personalmente lei si era detta a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, esprimendosi in tal senso il 18 marzo 2013. Ora è dell'avviso che la materia sia costituzionale e che quindi vada regolata da una legge federale. In questo modo, quindi, la legge automaticamente sarebbe valida in tutta l'America. Perché questo cambio di rotta? Molto probabile che sia un calcolo politico, visto che, come sottolinea il quotidiano britannico Guardian, il 28 aprile è fissata l'udienza alla Corte Suprema. Attualmente le nozze gay sono legali in 37 Stati su 50, incluso il District of Columbia, dove sorge la capitale Washington.

L'attacco ai super stipendi dei manager

Tra le sue prime mosse nel corso degli incontri elettorali in Iowa (organizzati su piccoli gruppi di persone), la Clinton ha puntato il dito contro i maxi stipendi dei manager: "C’è qualcosa di sbagliato - ha detto - se i Ceo guadagnano 300 volti di più di un lavoratore medio. E c’è qualcosa di sbagliato se i manager di hedge fund pagano le tasse con un’aliquota più bassa di infermiere e gli autotrasportatori". La candidata democratica cerca, in questo modo, di allontanare da sé l’immagine di privilegio, potere, e troppa vicinanza con Wall Street, che le è stata più volte contestata dall’ala liberal del suo partito. Ed è proprio per ribadire questo cambio di rotta che l'ex segretario di Stato ha iniziato la campagna elettorale evitando di usare l'elicottero per raggiungere l'Iowa (come fece nel 2008), utilizzando invece un pulmino nero, da lei ribattezzato "Scooby". Per strizzare l'occhio alla classe media ha sottolineato che "c’è qualcosa di sbagliato se gli studenti e le loro famiglie devono indebitarsi in modo pesante per poter avere un’istruzione e le capacità necessarie a realizzarsi al meglio".

La ricetta per i più giovani

La Clinton si è rivolta agli elettori più giovani sottolineando la necessità di "costruire l’economia di domani, non di ieri. Dobbiamo rafforzare famiglie e comunità, perché è da loro che parte tutto".

Gli attacchi al famigerato uno per cento - i più ricchi d’America rispetto al restante 99% - di Hillary però sono stati subito bollati come ipocriti dai repubblicani, che ricordando come arrivano da una candidata che, con i suoi super Pac, si prepara a raccogliere centinaia di milioni di dollari - si stima che la sua campagna alla fine potrà arrivare a 1,5 forse anche 2 miliardi - provenienti anche dalle società governate dai ricchi Ceo che ora attacca.

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