Il neo ministro imbarazza la Merkel: "L'islam non è parte del Paese"

Scontro a distanza nel neo nato governo tedesco. Il ministro degli Interni: "L'islam non fa parte del Paese". Ma la Merkel: "Ci appartiene"

Il neo ministro imbarazza la Merkel: "L'islam non è parte del Paese"

A Berlino c'è un nuovo ministro degli Interni. Appena insediato Horst Seehofer si è subito messo in aperto contrasto con Angela Merkel. "L'islam non fa parte della Germania - ha scandito il leader dell'Unione cristiano sociale parlando con la Bild - la Germania è stata forgiata dalla cristianità e in questo rientrano le domeniche di festa, e i giorni di festa come Pasqua, la Pentecoste e Natale". Una dichiarazione che fa a pezzi con quanto sostenuto in questi anni dalla cancelliera. Tanto che quest'ultima si è sentita in dovere di intervenire per ribattere: "Sia i quattro milioni di musulmani che vivono nel Paese sia la loro religione, l'Islam, appartengono alla Germania".

Nell'inrtervista alla Bild, il neo ministro Seehofer ha spiegato che "i musulmani che vivono qui sono naturalmente parte della Germania, ma questo naturalmente non significa che a causa di qualche falsa ragione noi abbandoneremo le tradizioni ed i costumi del nostro Paese". Il totolare del ministero degli Interni ha, poi, annunciato di voler convocare una riunione con le associazioni musulmane per discutere dei problemi dell'integrazione. "Dobbiamo sederci intorno a un tavolo e cercare il dialogo e, quando necessario, ampliarlo", ha sostenuto l'ex premier della Baviera. "Il mio messaggio è - ha concluso - i musulmani devono vivere con noi, non vicino a noi o contro di noi. Per raggiungere questo obiettivo, servono una comprensione ed una considerazione reciproca. E possiamo ottenerla soltanto parlandoci l'un l'altro".

Il primo a dire che "l'islam è parte della Germania" fu, nel 2010, l'allora presidente tedesco Christian Wulff, ma la Merkel fece suo il concetto, ripetendolo in più occasioni. Anche oggi, dopo le dichiarazioni di Seehofer, la cancelliera ci ha tenuto a ribadire il concetto. E, sottolineando comunque il carattere del Paese fortemente segnato dal cristianesimo, ha ricordato che "quattro milioni di musulmani vi vivono, esercitando la loro religione in Germania".

"Questi musulmani appartengono alla Germania e allo stesso modo la loro religione, l'islam, appartiene alla Germania", ha quindi concluso la cancelliera tedesca in difesa di "un islam coerente con i principi della Costituzione e della convivenza tra le religioni".

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