Sangue a Westminster

Un uomo falcia la folla con l'auto, poi accoltella un agente: 4 morti e 40 feriti. Ucciso il killer, ma è giallo sull'identificazione

Sangue a Westminster

Scende l'ombra del terrorismo sul cuore di Londra, nel giorno in cui Bruxelles commemora il primo anniversario degli attentati rivendicati dallo Stato islamico in cui morirono 32 persone. Erano le prime ore del pomeriggio quando un'auto ha travolto i passanti sul ponte di Westminster, vicino al palazzo del Parlamento, e poco dopo un poliziotto è stato accoltellato fuori dall'edificio dove erano riuniti i deputati. Mentre ancora la dinamica dei fatti era poco chiara, ma era evidente l'analogia con la tecnica del veicolo sulla folla usata negli attacchi di Nizza e Berlino, la polizia ha parlato di un probabile attacco terroristico, facendo sapere che le indagini vengono condotte in questo senso. Ancora ignota l'identità del killer. I media, per ore, hanno poi affermato che l'assalitore fosse Abu Izzadeen, all'anagrafe Trevor Brooks, nato a East London e convertito all'islam radicale a inizio anni '90. Tra gli altri lo riportava anche The Indipendent, che non citava fonti ma precisava che i suoi account online erano stati sospesi dopo che aveva pubblicato una serie di messaggi incendiari e parlato di una "casa della guerra". I media britannici lo descrivevano come "predicatore radicale" di Clapton, a Londra. Secondo le testate, Izzadeen era noto da tempo alle autorità britanniche per i suoi legami con il terrorismo, anche a causa di video su YouTube in cui invocava l'uccisione di poliziotti e definiva i parlamentari infedeli. Ma poi l'avvocato ha smentito: "Abu Izzadeen è in carcere".

Il bilancio delle vittime

Il bilancio delle vittime dell'attentato di matrice "islamista" sale a quattro morti più il killer ucciso. Ci sono almeno 40 feriti, alcuni in condizioni gravi. Il bilancio aggiornato è stato fornito dal vice capo di Scotland Yard, Mark Rowley, che alla fine si è sbilanciato sulla natura dell'attentato citando esplicitamente la pista islamista senza però aggiungere se sia da attribuire ad un gruppo in particolare. Rowley ha spiegato che Scotland Yard è convinta di aver accertato l'identità del killer ma di ritenere sia prematuro divulgarla. Allo stesso modo la polizia di Londra sta lavorando per collegare l'attentatore alla formazione ispiratrice dell'azione anche se ha confermato la pista islamista. Il numero di poliziotti armati e disarmati (come prevede la tradizione britannica) schierati in tutto il Paese sarà rinforzato a titolo precauzionale. Il poliziotto ucciso con una coltellata alla testa si chiamava Keith Palmer, 48 anni ed aveva dei figli. Una bolognese di 28 anni, originaria di Pianoro, è rimasta lievemente ferita durante il parapiglia scatenato dalla macchina contro la folla, ma per fortuna ha riportato solo delle escoriazioni.

L'ombra dell'Isis

Intanto, secondo fonti europee citate da Reuters gli investigatori stanno analizzando l'ipotesi di un'azione ispirata alla propaganda dello Stato islamico. E Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sul web, ha fatto sapere che i sostenitori dello Stato islamico stanno festeggiando online con lo slogan "sangue per sangue" e parlando di una vendetta per i "loro" morti a Mosul. Per Scotland Yard, sebbene il dispiegamento di polizia resti massiccio nell'area, gli elementi noti sinora fanno pensare che ad agire sia stato un uomo solo, cioé quello ucciso dai soldati. Testimoni hanno raccontato di aver visto un uomo di mezza età con tratti orientali, ma fotografie diffuse dai media mostrano un uomo dalla carnagione olivastra, con la barba e i capelli rasati, con tratti apparentemente mediorientali. Intanto la premier britannica Theresa May, che aveva lasciato illesa il Parlamento in auto poco dopo l'attacco, ha convocato per stasera il comitato d'emergenza Cobra, per discutere la situazione con i ministri del suo governo.

Le precedenti minacce

Il livello di allerta nel Regno Unito è stato alzato a severo (il secondo più alto, cioé attacco molto probabile) dopo gli attentati di Parigi, nel novembre 2015. L'intelligence più volte ha fatto sapere di temere attacchi islamisti e nel novembre scorso i servizi segreti interni avevano dato notizia di 12 complotti sventati negli ultimi tre anni. Ciò dopo che a Londra nel maggio 2013 due estremisti islamici britannici accoltellarono a morte il soldato Lee Rigby e che nel luglio 2005 quattro assalitori islamisti, anch'essi britannici, uccisero 52 pendolari con attacchi kamikaze sui trasporti pubblici. "L'attacco è iniziato quando un'auto ha percorso il ponte di Westminster, travolgendo e ferendo diversi passanti, tra cui tre poliziotti", ha ricostruito Mark Rowley, il più alto ufficiale dell'antiterrorismo britannico. Due le persone morte dopo essere state investite, per i media. L'auto si è poi schiantata in una cancellata e "almeno un uomo, armato con un coltello, ha tentato di entrare in Parlamento", ha proseguito Rowley. All'esterno dell'edificio ha accoltellato un poliziotto, che è poi morto. L'assalitore è stato a sua volta ucciso dai poliziotti, che gli hanno sparato dopo che non si è fermato quando gli è stato ordinato di farlo, come raccontato da testimoni.

In seguito, una donna è poi stata estratta viva ma con gravi ferite dalle acque del fiume Tamigi, dove si era gettata forse per tentare di sfuggire all'auto. Tra i feriti ci sono anche tre studenti francesi, che erano in vacanza studio a Londra, ha confermato Parigi.

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