Montaldo alla sbarra per omicidio colposo

I pm Giovanni Arena e Biagio Mazzeo chiedono la condanna dell’ex vice sindaco e ex assessore ai lavori pubblici Claudio Montaldo, uscito indenne dal processo per omicidio e incendio colposi, in relazione alla morte di uno zingaro di 14 anni, per cui è stata condannata a un anno e 10 mesi di reclusione (pena coperta dall’indulto) solo la dirigente Paola Spagnolli, responsabile del settore vivibilità e sicurezza, difesa da Camillo Ciurlo. Nei giorni scorsi i due pm hanno depositato in corte d’appello un ricorso contro la sentenza di assoluzione per «non aver commesso il fatto», emessa dal giudice Federico Mazza nei confronti di Montaldo, difeso da Marina Acconci. I pm contestano la pronuncia di primo grado, perché basata sul decreto legislativo 267 del 2000, secondo cui gli organi politici avrebbero solo la funzione di indirizzo e programmazione, mentre l’attuazione degli obiettivi sarebbe di competenza degli organi amministrativi dirigenziali. Questo criterio - sostengono i pm - appare troppo meccanicistico, in quanto crea una sorta di immunità per l’amministratore locale.

Secondo i pm i provvedimenti di trasferimento dei nomadi a Campi erano stati presi da Montaldo, ma la struttura non era idonea per gruppi di donne e bambini, e Montaldo conosceva il problema. Il 14 marzo 2003 Sau Brusli stava dormendo in una roulotte quando fu avvolto dalle fiamme sviluppatesi a causa delle candele accese per l’illuminazione.

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