Muti rilegge pagine di Verdi. Attesi Harding e Mehta

La kermesse debutta il 31 maggio. Oltre cento alzate di sipario tra musica sacra, orchestre e nuovi talenti

Muti rilegge pagine di Verdi. Attesi Harding e Mehta
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Il Ravenna Festival debutta il 31 maggio con Riccardo Muti alla testa dell'Orchestra Cherubini a dialogo con il violinista Giuseppe Gibboni, medaglia d'oro del Concorso Paganini per tecnica inappuntabile e suono all'italiana, ergo: bel suono. Si parte con un nome-leggenda affiancato a un nome della GenZ, di là pietra miliare e di qua finestra sul futuro. Che è la filosofia di questo Festival fondato nel 1990 dall'attuale presidente onorario, Cristina Muti. Nell'Italia dove il ricambio generazionale è spesso fonte di traumi e patemi, è invece stata la stessa fondatrice della manifestazione a indicare i due possibili successori degli attuali direttori artistici, che sono Franco Masotti e Angelo Nicastro. «Bisogna creare il futuro. E questi due ragazzi possono essere il futuro del festival, ci tengo che questo patrimonio non venga sciupato, e loro sono fatti della nostra pasta», ha detto Cristina Muti intravedendo il futuro nei trentenni Anna Leonardi e Michele Rossi, che di fatto già sono entrati nella macchina del festival firmando progetti. Per l'edizione 2025, Leonardi e Rossi, coppia anche nella vita, si sono inventatati una maratona di due giorni aperta a cori e coristi di tutt'Italia: un mare canoro atteso a Ravenna l'1 e il 2 giugno. Sul leggio ci saranno pagine di Giuseppe Verdi rilette con un verdiano quale Riccardo Muti. Titolo di questo viaggio nella coralità verdiana è «Cantare amantis est», ovvero cantare è proprio di chi ama. Rossi è violoncellista e Leonardi oboista, quest'ultima per anni anche nella Cherubini, ma ormai passata al management musicale, Caterina Caselli l'ha posta a capo delle edizioni musicali della SZ Sugar. E così principia questo festival di musica e di arti performative, con cento alzate di sipario e più di mille artisti coinvolti dal 31 maggio al 13 luglio.

Tre i complessi sinfonici: Santa Cecilia di Roma con Harding, il Maggio Fiorentino con Mehta e l'Orchestra Cherubini. Nell'anno giubilare, le basiliche cittadine, ospitano gli omaggi a Palestrina dei Tallis Scholars e degli Odhecaton, oltre alla sacra rappresentazione sulla figura biblica di Rut, gli oratori di Stradella e Buxtehude.

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