Ingente furto di rame al Secondo Policlinico di Napoli

Ora bisognerà ripristinare l’impianto dei due edifici depredati dove vi sono reparti dotati di sofisticati apparecchi di diagnostica che senza una rete elettrica adeguata potrebbero andare in tilt

Ingente furto di rame al Secondo Policlinico di Napoli

Hanno fatto razzia di rame portando via ben 600 metri di cavi elettrici dai padiglioni del Secondo Policlinico di Napoli. Un furto clamoroso, avvenuto di notte, che mette in pericolo il funzionamento degli edifici 2 e 3 del nosocomio partenopeo. I carabinieri della stazione Marianella stanno indagando sul caso per capire come i ladri abbiamo potuto trafugare un quantitativo così ingente di rame in maniera indisturbata.

I malviventi sono andati a colpo sicuro. Il rame è facilmente rivendibile al mercato nero e produce grossi ricavi. Ora bisognerà ripristinare l’impianto dei due edifici depredati dove vi sono reparti dotati di sofisticati apparecchi di diagnostica che senza una rete elettrica adeguata potrebbero andare in tilt.

Ma perché si rischia così tanto per rubare il rame e l’ottone? Il rame, in particolare, è considerato l’oro rosso dei nostri tempi. Ed è per questo che pur di averne in grandi quantità, c’è chi è disposto a chiudere un occhio sulla sua provenienza e a comprarlo da ladruncoli improvvisati (o esperti) che tutto farebbero per qualche euro in più in tasca.

Le caratteristiche e l’alto prezzo sul mercato fanno del rame un metallo che fa gola alle bande criminali, tanto da saccheggiare, qualche mese fa, un intero cimitero e lasciarsi alle spalle delle tombe profanate e dei loculi divelti.

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