Dalla A di "Alcol" alla Z di "Zanzara". Ecco il vocabolario della Gintoneria

Dalla A di "Alcol" alla Z di "Zanzara". Ecco il vocabolario della Gintoneria
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Il Devoto-Oli della Gintoneria, la Treccani di Davidone Lacerenza, l’Accademia della Crusca di Filippo Champagne. Chiediamo scusa alle suddette istituzioni per l’ardito accostamento a luoghi e personaggi un tantino meno linguisticamente autorevoli, ma è solo per prendere con ironia parole e lessico che trasmettono una certa tristezza. Dall’inchiesta giudiziaria e dalla cronaca giornalistica sugli arresti della premiata ditta Davidone Lacerenza&Stefania Nobile per quanto accadeva (droga e prostituzione) nel loro locale milanese, emerge infatti un vocabolario che farebbe ridere se non facesse piangere. Sfogliamolo dalla A alla Z nei suoi termini più rappresentativi.

A di ALCOL: Nella Gintoneria ne scorreva a fiumi e a prezzi ubriacanti per il portafoglio. Vietato ordinare un’adolescenziale aranciata Fanta.

B di BAMBA: Cioè la cocaina disponibile su un piatto trasparente nel bagno della stupefacente Gintoneria. Da “tirare” a piacimento, magari senza dimenticare di tirare pure lo sciacquone del wc. Da segnalare la protesta di un utente semideluso: “La bamba era buona, ma nel cesso mancava la carta igienica”. Non si può avere tutto…

C di CAVALLE: Così, con elegante metafora equestre, venivano chiamate le donne frequentatrici del locale di Davidone.

D di DELIVERY: Il servizio a domicilio che l’equipe di Davidone garantiva ai ricconi da divano.

E di ESAGERAZIONE: Tutto nella Gintoneria era esagerato. A cominciare dal cattivo gusto.

F di FRESCA: I soldi venivano chiamati così. Mazzette di euro possibilmente sbattute a terra per rendere l’effetto ricchezza piu scenografico. E scemografico…

G di GINTO: Abbreviazione di Gintoneria. Un vezzeggiativo per chi considerava il locale di Lacerenza un posto familiare e quindi degno di vezzeggiativi, come si fa con gli amici più cari.

H di HOT: Tutto nella “Ginto” era hot: soprattutto il soppalco dove i clienti si intrattenevano con le loro sexy conquiste (a pagamento).

I di ISTRIONE: Pur non sapendo esattamente il significato della parola, Lacerenza si definiva tale.

L di LUSSO: Il sogno (vanamente inseguito) dagli habitué della “Ginto”. Pensavano fosse lusso, invece era volgarità (se non peggio…)

M di MONTENAPOLEONE: Davidone si vantava di frequentarla nel primo pomeriggio per fare colazione e salutare (uno per uno) i suoi 478.000 presunti followers. Ai quali, nelle giornate di generosità, offriva anche il caffè. O, in alternativa, una Coca (Cola?)

N di NOBILE: Intesa come Stefania. Nomen (non) omen.

O di ONLYFANS: La app preferita dal topo tipo della “Ginto”.

P di POLIZIA: Quella giudiziaria che ha sequestrato il locale e messo le manette alla coppia Lacerenza-Nobile.

R di ROMBO: Il suono preferito da Davidone quando faceva sgasare la sua Ferrari personalizzata (con raffinata firma autografa sul cofano).

S di SOLDI: Tanti e casch. Astenersi poveri e richiedenti scontrino fiscale o fattura.

T di TRUZZI: La vera indole della fauna che frequentava la “Ginto”. Ma non ricordateglielo, altrimenti si offendono. E vi rispondono a muso duro che siete “invidiosi in quanto poveri”.

U di URLA: Si sentivano all’interno della “Ginto” quando il gioco si faceva duro e i duri cominciavano a giocare. E a sniffare.

W di WANNA: La famigerata Wanna Marchi, “supervisor” dell’attività imprenditoriale della talentuosa figlia Stefania. Wanna, per ora, è rimasta a piede libero. In galera c’è già stata a lungo. E vorrebbe non tornarci. Ma il condizionale è d’obbligo.

Z di

ZANZARA: Il programma radiofonico cui va riconosciuto l’indubbio “merito” di aver lanciato in esclusiva come opinionisti due grandi amici di Lacerenza: Filippo Champagne e Nevio lo stirato. Personaggi di spessore. Mica scartine…

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