Oblivion, il cabaret in formato tascabile

Serata gratuita del gruppo comico che ha messo in scena "I promessi sposi" in dieci minuti

Oblivion, il cabaret in formato tascabile

Abilissimi maneggiatori del tempo, inteso come ritmo ma anche come scorrere dell'orologio. Capaci di saltare da un terzinato anni Cinquanta a un rock in un battito di ciglia, per non parlare di come trasformano in versione liofilizzata interi capolavori della letteratura, in una spettacolare versione «bignami» ad uso e consumo teatrale. Maestri di nostalgia, cultori del Quartetto Cetra, cantanti impeccabili. Sono un po' fuori di testa, ma sono bravi. E dunque si godono il successo. Gli Oblivion - quintetto misto composto da tre uomini e due donne, tutti tra i trenta e i quarant'anni: Lorenzo Scuda, Davide Calabrese, Fabio Vagnarelli, Graziana Borciani e Francesca Folloni - sono stati il caso cabarettistico della stagione 2009/2010 e, come si dice con le squadre di calcio, di questi tempi sbandierano facce da scudetto. Partiti da You Tube e da un filmato incredibile nel quale, in dieci minuti effettivi, mettevano in scena I Promessi Sposi (in breve tempo il video è diventato oggetto di culto tra i giovanissimi, soprattutto gli studenti di liceo «condannati» allo studio dell'opera manzoniana), gli Oblivion sono passati a una tournée teatrale nazionale, senza scordarsi la tv. Nel frattempo, hanno avuto modo di farsi trombare a un provino di X Factor (il giudice Mara Maionchi si è divertita ma non li ha considerati «gestibili») e di pubblicare un cd e un dvd. Tutto questo per dire che il ritorno al Teatro Ciak di via Procaccini, dopo il passaggio in autunno, stasera (ore 21, ingresso gratuito con prenotazione telefonica obbligatoria al 02-76110093), è una forma di ringraziamento degli Oblivion al pubblico milanese che, come al solito, è stato tra i primi ad accorgersi di loro. «L'idea di uno show gratuito ci è venuta naturale - spiega Fabio Vagnarelli - per tutto ciò che ci è successo in questi mesi. É stato tutto casuale, siamo partiti da Internet e ora abbiamo uno spettacolo tutto nostro, diretto da Gioele Dix. Siamo già al lavoro con materiale nuovo, girare per l'Italia ci ha risvegliato la vena creativa». Nel loro show, gli Oblivion giocano con i generi musicali e con la comicità: brani celebri mimati, parodie letterarie, deliranti abbinamenti musicali (esempi: Ligabue cantato con lo stile dei Platters, Massimo Ranieri alla Beach Boys) e la gag di culto «Cazzottissima»: una canzone che, come accadeva con i vecchi dischi in vinile danneggiati, salta da un punto all'altro. E infine, una serie di amorevoli dediche al Quartetto Cetra: «Al nostro ultimo passaggio al Ciak - ricorda Fabio Vagnarelli - è venuta a vederci Lucia Mannucci, unica superstite dei Cetra, che recentemente ha compiuto novant'anni. É stato un momento davvero emozionante per noi». Ora che sono star del cabaret, gli Oblivion non dimenticano da dove sono partiti: «Sul Web abbiamo un rapporto diretto coi fan - prosegue Vagnarelli -. Loro ci chiedono quando passiamo dalle loro città, noi continuiamo a pubblicare video con i nostri numeri. Dopo I Promessi Sposi, abbiamo proposto una clip ispirata al canto dantesco di Paolo e Francesca, cliccatissimo».

Per la scientifica gestione dei tempi, con le loro gag gli Oblivion sembrano fatti apposta per la tv, eppure la passione resta il teatro: «Sì la tv ci ha corteggiato - conclude Vagnarelli -; forse in futuro ci lavoreremo stabilmente. Per ora però, ci divertiamo troppo in teatro, in un rapporto diretto col pubblico. L'anno prossimo proseguiamo con il tour, infarcito di pezzi nuovi».

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