Il paese dei record fondato su barche e pesca

nostro inviato a Goro (Ferrara)

Benedetta pesca. Con 1.600 addetti su 3.900 abitanti, Goro con la frazione di Gorino (dove un paio d'anni fa scoppiò una rivolta contro l'arrivo dei migranti) è il primo paese di pescatori d'Italia e uno dei maggiori in Europa: in ciascuna famiglia c'è almeno una persona che ogni mattina si sveglia prima dell'alba e va a raccogliere cozze e vongole veraci. È anche la prima marineria tricolore, con 1.150 imbarcazioni: un migliaio a servizio dell'acquacoltura, 100 per la pesca da posta e 50 per quella a strascico. L'elenco dei record annovera anche il primato nazionale per produzione di vongole veraci, un quantitativo tra le 15mila e le 18mila tonnellate all'anno. L'Italia è il primo produttore europeo e il secondo al mondo dopo la Cina.

Un paese fondato su pinne, mitili, molluschi. È una faccenda economica ma anche sociale: qui la vita di ognuno è ritmata dalle maree, dal vento, dalla forza del mare. Se il tempo non promette bene, si resta a casa. Ma appena si può si salpa: si resta nella sacca per le vongole e si va al largo per le cozze. La tecnologia ha alleggerito la fatica dei pescatori e consente di raccogliere vongole in ogni periodo dell'anno. I pescatori non sono in competizione tra loro perché il sistema è organizzato in modo da non scontentare nessuno. La figura un po' romantica di chi salpa all'avventura e vive di ciò che la fortuna gli assegna è sepolta nel passato.

Gli specchi di mare destinati all'acquacoltura sono suddivisi in concessioni date alle cooperative di pescatori, una quarantina di aziende bianche e rosse, per quanto i colori riescano a mantenere un richiamo agli orientamenti politici. Alla sera ogni cooperativa comunica ai soci il compito per il mattino seguente: dove raccogliere e quanto. I cesti con le conchiglie vengono poi portati negli stabulari per la depurazione. Tutto viene registrato nei computer a garanzia della tracciabilità.

A metà mattina il lavoro è sostanzialmente finito e la pagnotta assicurata. Si tratta di fare arrivare sera. È invece appena cominciato il percorso delle vongole. «Devono depurare almeno 12 ore», spiega il dottor Pierpaolo Piva, responsabile della sicurezza alimentare del Consorzio pescatori di Goro, la maggiore realtà produttiva della zona con 560 soci, 650 ettari di concessione nella sacca e 1.000 ettari in mare aperto.

La depurazione avviene in enormi vasche con acqua di mare ossigenata, raffreddata e trattata con biossido di cloro, lo stesso usato per la potabilizzazione dell'acqua. Poi le vongole veraci vengono avviate alle linee di confezionamento e spedite: dal mare al banco di vendita non dovrebbero passare più di 48 ore.

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