"Mi ubriacherò...": il viceministro ucraino esulta per i Leopard

Il viceministro degli Esteri ucraino, Andriy Melnyk, "brinda" ai Leopard ma, al tempo stesso, attacca la ricorrenza della vittoria di Kursk che contribuì alla liberazione dell'Ucraina. Si riapre il problema della rilettura della storia

"Mi ubriacherò...": il viceministro ucraino esulta per i Leopard

Tra coloro che esultano per la consegna dei carri armati Leopard 2 dalla Germania all'Ucraina c'è anche Andriy Melnyk, viceministro degli Esteri del governo ucraino di Denis Shmyhal, numero due della catena politico-diplomatica di Kiev dopo il ministro Dmytro Kuleba.

Melnyk, ex ambasciatore a Berlino, nella giornata del 24 gennaio ha esultato in maniera a dir poco originale. "Mi ubriacherò", ha scritto il diplomatico ucraino, ringraziando Berlino per il "magnifico aiuto" e pubblicando una foto con un bicchiere di birra.

Una Weltenburger, per la precisione, una birra prodotta nel più antico birrificio al mondo, quello dell'abbazia di Weltenburg, nella Bassa Baviera. Quando Weltenburg ha iniziato a produrre birra, a Kiev c'era ancora il Rus' e il Sacro Romano Impero era guidato da Enrico III il Nero. Curiosamente, un pioniere di quella spinta tedesca a Est che è stata una costante della storia germanica fino al 1945. Corsi e ricorsi che registriamo nel flusso degli eventi come simpatica casualità, ma che sono molto importanti nel giudizio delle azioni di Melnyk. Dal 24 febbraio scorso tra i "falchi" del Paese guidato da Volodymyr Zelensky.

"I russi sono malati terminali", ha rincarato la dose il 25 gennaio 2023. "Fareste meglio a pregare quando incontrerete la nostra coalizione globale di carri armati", ha aggiunto, esultando per il futuro arrivo degli Abrams americani assieme ai Leopard. In allegato, l'immagine di una parata in una scuola russa. Rappresentante un evento del 2022, la rievocazione storica della Battaglia di Kursk, avvenuta nel luglio 1943 e decisiva per la vittoria dell'Armata Rossa sulla Wehrmacht tedesca. Kursk fu la battaglia di carri più grande della storia. E il fatto che il viceministro ucraino, a poche ore della "sbornia" da lui rivendicata, demonizzasse una vittoria decisiva per la sconfitta del nazismo e la liberazione della stessa Ucraina dall'occupazione tedesca ha riacceso molte polemiche.

Quando il viceministro ucraino difendeva il nazista Bandera

Melnyk dall'inizio della guerra è attento a chiedere sostegno militare a Berlino. Di recente ha sottolineato che la richiesta di armi pesanti è arrivata già il 3 marzo scorso, quando era ambasciatore in Germania. Ora chiede addirittura caccia F-16. Ma l'esultanza per l'arrivo dei Leopard e la quasi contemporanea derisione di una battaglia decisiva per la sconfitta del nazismo hanno riacceso polemiche per le posizioni oltranziste di Melnyk. Il quale, a luglio, da ambasciatore è finito nella bufera per aver minimizzato il ruolo del collaborazionista filo-nazista ucraino Stepan Bandera nell'Olocausto. "Non ha contribuito all’Olocausto", ha detto il diplomatico del leader nazionalista e antisemita, "non è stato coinvolto nei massacri di ebrei e polacchi; non era legato all’Italia mussoliniana o alla Germania hitleriana", con cui i rapporti di Bandera furono altalenanti ma, in larga parte, plasmati da obiettivi comuni.

L'esultanza di Melnyk per il sostegno militare di Kiev, sostanziatasi nel curioso tweet con la birra, è comprensibile in un Paese assediato. Lo sdoganamento della rilettura della storia, in occasione di una data-simbolo come il Giorno della Memoria, è sempre problematico.

E alludere che i Leopard possano riuscire laddove, ottant'anni fa, i Tiger e i Panther della Wehrmacht hanno fallito è sicuramente una caduta di stile da parte di Melnyk. Che non rende giustizia alla lotta di resistenza del popolo ucraino.

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