Consiglio Ue: tra Ucraina e migranti, ecco cosa è stato deciso

Il primo giorno del Consiglio Europeo conferma le linee espresse dai Ventisette nel corso degli ultimi mesi. Ribadito il sostegno all'Ucraina, si punta anche a un rafforzmento della strategia sulle migrazioni adottate il 9 febbraio e vicino alla linea italiana

Consiglio Ue: tra Ucraina e migranti, ecco cosa è stato deciso

I capi di Stato e di governo dell’Unione europea si sono riuniti a Bruxelles per i due giorni del Consiglio europeo. L’incontro di oggi, terminato poco dopo le 21, è stato preceduto dal meeting con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Tre grandi punti: sostegno militare all’Ucraina, politiche commerciali e industriali dell’Ue, flussi migratori e la loro gestione. Un tema, quest'ultimo, particolarmente sentito dall’Italia che, come ribadito dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, punta a rafforzare quanto definito da Bruxelles nel Consiglio straordinario del 9 febbraio. Inoltre, un profilo sottolineato da Roma è anche quello di accendere i riflettori sulla Tunisia: uno Stato che rischia di trasformarsi in un nuovo grande hub dei traffici di esseri umani.

Il Consiglio Europeo ribadisce il pieno sostegno all'Ucraina

Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky, collegandosi in video dal treno con cui si è recato a Kherson, ha elencato quelli che ha definito “cinque ritardi” che starebbero prolungando e alimentando il conflitto. A detta del leader di Kiev, l’Ucraina soffre i ritardi nella consegna di missili a lungo raggio e di caccia moderni, nella richiesta di adesione all’Ue, nelle nuove sanzioni alla Russia e il ritardo nella definizione di un’idea di pace secondo i capi di Stato e di governo europei.

Il Consiglio, già attraverso le dichiarazioni dei giorni scorsi, ha sottolineato la piena adesione alla causa ucraina e ha confermato il piano di Josep Borrell per la piattaforma congiunta di acquisti e invio di munizioni all’esercito di Kiev: secondo le stime, dovrebbero esserne inviate un milione. Non solo, in base alle conclusioni, l’accordo prevede “tenendo conto degli interessi di sicurezza e difesa di tutti gli Stati membri”, anche la fornitura “se richiesto” di missili. “L’Unione europea sostiene fermamente e pienamente l’Ucraina e continuerà a fornire un forte sostegno politico, economico, militare, finanziario e umanitario all'Ucraina e al suo popolo per tutto il tempo necessario” si legge. “La Russia deve fermare la sua aggressione e ritirare immediatamente, completamente e incondizionatamente tutte le sue forze militari e agenti dall'intero territorio dell'Ucraina all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale”, hanno affermato i leader Ue.

Meloni e lo "shock geopolitico" della guerra

Le fonti hanno confermato che sono state adottate tutte le conclusioni sull’Ucraina dopo che tutti i leader “hanno preso la parola”. A quanto apprende Ansa, Meloni, nella sessione con Guterres, ha parlato dell’invasione russa come di uno “shock geopolitico” e di una “tempesta perfetta” che ha investito anche il fronte sud dell’Ue, particolarmente sensibile alle ripercussioni sul piano alimentare (vedi i carichi di grano dal Mar Nero) e a diversi fattori destabilizzanti. Criticità che alimentano il fenomeno migratorio e quindi la tratta di esseri umani.

L'allarme sulla Tunisia e le migrazioni come "sfida europea"

La presidente del Consiglio si è soffermata, ancora una volta, sulla Tunisia e sul Sahel: aree che, insieme alla Libia, rappresentano grandi snodi dell’instabilità e dei flussi di migranti diretti verso l’Europa. "Se la Tunisia crolla del tutto si rischia una catastrofe umanitaria, con 900mila rifugiati" sembra abbia detto la premier italiana durante la riunione. "Possiamo confermare il fatto che il tema dell'immigrazione oggi è considerato centrale, una cosa se vogliamo impensabile sino a qualche mese fa, e che viene seguito passo a passo dal Consiglio. E questa è una ottima notizia", ha commentato Meloni. "Mi aspetto passi in avanti".

Sul nodo migrazioni, le conclusione del Consiglio ribadiscono che "la migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea" e l'organo che riunisce i Ventisette leader ha chiesto "una rapida attuazione di tutti i punti concordati" puntando a un vertice di giugno per esaminare quanto realizzato.

Energia, Bruxelles conferma la linea

"Mentre la situazione energetica nell'Unione europea è migliorata, il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la preparazione e la pianificazione di emergenza in vista delle prossime stagioni di riempimento e riscaldamento dei depositi di gas" si legge nelle conclusioni del vertice dei Ventisette. Il Consiglio Europeo ribadisce la necessità di un piano congiunto anche nell'ottica di evitare un nuovo innalzamento dei prezzi dell'energia. Un tema strettamente legato alla competitività dell'industria del Vecchio Continente e che pesa, inevitabilmente, anche sull'inflazione.

Per i leader riuniti in Belgio è importante, a questo proposito, continuare nella politica attuata soprattutto nell'ultimo anno con lo scoppio della guerra in Ucraina. Gli obiettivi sono dunque quelli dell'anno precedente: "ridurre la domanda di gas, garantire la sicurezza dell'approvvigionamento ed eliminare gradualmente la dipendenza dai combustibili fossili russi".

Competitività e industria: i punti economici del Consiglio

Tra i temi sul tavolo del Consiglio Ue, fondamentali anche quelli economici, in particolare il mercato unico, l'energia e l'industria. A trent'anni dalla nascita del mercato unico europeo, il Consiglio punta sul suo rafforzamento. "Dobbiamo, innanzitutto, sfruttare meglio il nostro mercato unito, dobbiamo eliminare le barriere ancora esistenti nel Mercato unico" ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, rilanciando il tema anche dell'unione bancaria.

Il focus è sulla competitività rispetto alle grandi potenze mondiali e sulla capacità di coesione del mercato unico. L’obiettivo, secondo quanto detto già prima del vertice di Bruxelles, è quello di fronteggiare le sfide della transizione verde e di quella digitale. Le discussioni di questi giorni si sono concentrate in particolare sul fronte dei motori endotermici (“non si può tornare indietro” ha detto la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola), delle materie prime e degli aiuti di Stato: temi su cui sarà fondamentale anche la giornata di domani. In questo contesto, importante anche il confronto con la politica varata negli Usa da Joe Biden e cristallizzata nell’Inflation reduction act. Obiettivo del Consiglio Ue è rilanciare il piano Net-Zero proprio per ovviare al volume di sussidi green di Washington, che rischia di essere una mannaia per la produzione europea, fiaccata dalla crisi e dall’elevato costo dell’energia.

Come riporta Radiocor, i Ventisette, questo pomeriggio, hanno discusso anche dell'approvvigionamento di materie prime e della capacità di produrre elementi fondamentali nella filiera produttiva, a cominciare dai chip. A questo proposito, il tema del rapporto tra Ue e Cina è tornato prepotentemente sulla scena. Molti, specie quelli più spostati sull'orbita atlantica, puntano a un "decoupling" con Pechino. Ma per molti altri, anche in seno all'Ue, questa opzione appare troppo difficile, con il rischio inoltre di spezzare i legami con la Cina che invece, come ha sostenuto il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, dovrebbero essere stabiliti su parametri di "pragmatismo e senza ingenuità".

Sui rapporti con Pechino, le fonti confermano che la questione è stata al centro anche del pranzo dei leader Ue con il segretario Onu.

Diversi funzionari sia Ue che delle Nazioni Unite guardano con serietà, anche se non con ottimismo, al piano di pace cinese e alla possibilità che Xi Jinping possa svolgere un ruolo quantomeno per evitare ulteriori escalation.

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