"Giorgia? Macché di estrema destra... Dovrebbe ispirarsi alla Thatcher"

L'ex consigliere della premier: "La leader di Fdi dimostra che non servono quote rosa per avere successo: è colta e non ideologizzata"

"Giorgia? Macché di estrema destra... Dovrebbe ispirarsi alla Thatcher"

«Le donne? Non hanno bisogno di quote rosa per avere successo». Ad assicurarlo è John O' Sullivan, consigliere e ghostwriter di una rappresentante di spicco della categoria: Margaret Thatcher.

Ora anche l'Italia potrebbe avere la sua prima premier donna, che ne pensa?

«È progressista, letteralmente, perché dimostra che ci sono davvero opportunità politiche e sociali per metà della popolazione».

Pensa che ci siano differenze tra uomini e donne nella gestione del potere?

«Domanda pericolosa. Le dirò che come tutti gli assistenti di personalità importanti, io e i miei colleghi ogni tanto trovavamo fastidiosa la riluttanza della signora Thatcher a fare ciò che le suggerivamo. Ma guardando indietro, aveva quasi sempre ragione lei».

Com'è stato lavorare con una donna che ha fatto la storia?

«Era un mix straordinario tra un personaggio storico e una perfetta donna di casa britannica. Lavorava alacremente, aveva una completa padronanza dei dossier, era capace di interrogare i suoi ministri e funzionari fino all'ultimo dettaglio, ma sistemava di persona i cuscini sul divano e si assicurava di mettere a proprio agio gli ospiti».

Qual è il discorso più bello che ha scritto per lei?

«Lei stessa mi permise di rivelare che fui io a scrivere l'elogio funebre che pronunciò alle esequie di Ronald Reagan. Fu uno dei più importanti della sua raccolta».

Molti giornali mettono a confronto Thatcher e Meloni.

«Sono donne diverse, che affrontano problemi diversi in epoche diverse. Ho letto che la Meloni comunica regolarmente con Mario Draghi. Non riesco a vedere la signora Thatcher fare una cosa del genere. Lei non ha mai smesso di comportarsi come una studentessa desiderosa di imparare e durante la sua premiership si è seduta letteralmente ai piedi di grandi uomini come Friedrich von Hayek. Giorgia Meloni è una donna colta, non ideologizzata che affronta i problemi con un atteggiamento umano e riflessivo. Se fossi in voi indagherei sul contenuto della sua borsetta».

Dovrebbe ispirarsi a lei?

«In generale, sì certamente. Lo scrittore straniero più amato da Giorgia Meloni è G.K.Chesterton. Quello della Thatcher era Kipling. Chesterton ammirava Kipling, ma ha anche scritto un saggio critico su di lui. Consiglio alla Meloni di leggerlo. E anche ai giornalisti che scrivono di lei e della Thatcher».

La stampa internazionale dice che è di estrema destra.

«È una definizione che permette di risparmiarsi molto lavoro intellettuale, perché solleva dalla necessità di interrogarsi su cosa la Meloni pensa o ha sostenuto davvero. Non c'è alcuna connessione fra le politiche dell'estrema destra e il pensiero meloniano».

La prima

donna premier italiana sarà di centrodestra nonostante le quote rosa siano da sempre un cavallo di battaglia della sinistra.

«Alle donne non servono quote. Chi insiste su questo, invece, probabilmente ne ha bisogno».

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