Lamorgese progetta un contributo diretto ai profughi

In Italia sono 74mila. Prime polemiche per il diverso trattamento tra ucraini e altri rifugiati

Lamorgese progetta un contributo diretto ai profughi

Dopo l'accoglienza, serve un piano. I profughi in fuga dall'Ucraina solo nelle ultime 24 ore sono poco più di 40.000, portando il numero totale di persone che cercano di sfuggire dai combattimenti scatenati dall'esercito russo a quasi 3,9 milioni, secondo il conteggio delle Nazioni Unite. Ammassati nei Paesi di frontiera (più del 60% dei milioni di ucraini che hanno già lasciato il Paese sono ancora in Polonia nella speranza che il conflitto finisca presto) o già arrivati negli altri Paesi europei dove hanno contatti, familiari a cui appoggiarsi. E in Italia? Sono 73.898 gli ucraini giunti finora nel nostro Paese: 38.068 donne, 6.959 uomini e 28.871 minori secondo i dati del Viminale. Le destinazioni principali restano Milano, Roma, Napoli e Bologna. «Per quanto riguarda l'Italia, stiamo valutando» la possibilità di un contributo economico diretto per i rifugiati ucraini «anche con il commissario per la Protezione civile, il contributo potrebbe essere erogato anche tramite i Comuni». Lo ha dichiarato la ministra all'Interno, Luciana Lamorgese, al termine del Consiglio Affari interni dell'Ue. «Oggi ci saranno degli incontri su una piattaforma di solidarietà per aiuti dai Paesi Ue alla Moldavia, dove ci sono circa 100mila persone da redistribuire sul territorio europeo». «Anche l'Italia farà la sua parte come sempre, perché abbiamo sempre detto che il principio di solidarietà deve andare di pari passo a quello della responsabilità», ha precisato la ministra. Eppure c'è già aria di polemica tra partiti. «Il fatto che ai profughi ucraini sia stato garantito uno status specifico di protezione temporanea e siano stati previsti fondi particolari per la loro accoglienza e integrazione, non autorizza a stigmatizzare richiedenti protezione internazionale provenienti da altri contesti geografici», affermano in una nota i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, replicando alle dichiarazioni del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, sulla «distinzione tra profughi dall'Ucraina o dalla rotta balcanica». Fedriga infatti ha chiesto attenzione perché «dall'Ucraina arrivano minori di un'età che va dai 6 ai 14 anni, dalla rotta balcanica e dal Mediterraneo arrivano sedicenti diciassettenni che in realtà sono maggiorenni e non possiamo mischiare i due percorsi».

Intanto la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson, ha annunciato un piano da dieci punti: risorse e finanziamenti adeguati, l'istituzione di una piattaforma Ue per la registrazione della direttiva temporanea, il coordinamento europeo per hub di trasporto e di informazione dedicati ai profughi in fuga dall'Ucraina. Sono alcuni dei dieci punti elaborati da Commissione e Consiglio dell'Ue per rafforzare la solidarietà tra Stati membri nell'accoglienza dei rifugiati provenienti dall'Ucraina. In particolare, il piano prevede il potenziamento dei sistemi di accoglienza attraverso la piattaforma di solidarietà affinché vengano organizzati i trasferimenti dei profughi dagli Stati membri maggiormente sotto pressione verso quegli Stati che possono fornire aiuto. Una sorta di meccanismo di redistribuzione su base volontaria allargato anche alla Moldavia. «Inoltre è importante incentivare i profughi a lasciare la Polonia altrimenti la situazione diventerà insostenibile», fa notare il ministro francese degli Interni.

Gli Stati membri, infine, dovranno sviluppare dei piani di emergenza nazionali per far fronte alle esigenze di medio e lungo termine. Tasto dolente, che punge sul vivo i sindaci che protestano. «I sindaci e Anci vengono tenuti all'oscuro delle iniziative messe in campo, non vengono informati né coinvolti per offrire un'accoglienza strutturata».

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