L'ex presidente del porto dai pm per spiegare i "favori" di Spinelli

Oggi l'interrogatorio di Signorini, l'unico indagato in carcere per i regali e i soggiorni di lusso. I legali: "Chiederemo i domiciliari"

L'ex presidente del porto dai pm per spiegare i "favori" di Spinelli
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È un altro interrogatorio cruciale quello di oggi in Procura a Genova. I pm sentiranno Palo Signorini, l'ex presidente dell'Autorità portuale dal 7 maggio in carcere con l'accusa di aver preso tangenti dall'imprenditore della logistica Aldo Spinelli in cambio di favori.

I magistrati, che l'hanno seguito e intercettato per tre anni, gli contestano di aver ricevuto da Spinelli soldi e regali, soggiorni in alberghi di lusso a Montecarlo e fiches per giocare al Casinò. Ed è col nome di Signorini che spunta nelle carte nell'inchiesta il Principato che tanto ha riempito le pagine dei giornali e che è stato associato in modo errato anche a Toti. Il governatore è del tutto estraneo ai viaggi a Montecarlo - i pm non gli contestano nulla su questo - e non solo, ha dichiarato che sapeva che Signorini si recasse lì con Spinelli ma che non immaginava che ci andasse «così spesso».

È stato lo stesso ex presidente dell'autorità portuale, tramite il suo avvocato, a chiedere l'interrogatorio dopo essersi inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere per avere il tempo di studiare le carte. Ora è pronto a dire la sua verità e spera di poter ottenere i domiciliari. «Siamo pronti a chiarire quanto ci viene contestato - ha confermato il suo legale Enrico Scopesi - ovviamente anche a tornare una seconda volta, visti i limiti di uno studio delle carte da dentro il carcere».

I pm chiederanno a Signorini di spiegare come sono state portate avanti le pratiche del porto finite sotto inchiesta, a partire dal rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse ad Aldo Spinelli. Cioè l'oggetto del presunto «do tu des», lo stesso contestato anche a Toti, che ha negato qualsiasi connessione invece tra i finanziamenti ricevuti per i suoi comitati elettorali - con bonifici pubblici e trasparenti - e la proroga trentennale della concessione. E che quella era una pratica da sbloccare nell'interesse del porto.

I magistrati contestano invece a Signorini di essersi fatto corrompere con 42 notti di lusso all'Hotel de Paris di Montecarlo, giocate al casinò e servizi extra, massaggi e trattamenti estetici, la finale del torneo internazionale di tennis «Rolex Monte Carlo Masters», serate riservate ai clienti più importanti del Casinò per un valore complessivo superiore a 42mila euro. Ma anche fiches per fare puntate al Casinò, una borsa Chanel per un'amica, un bracciale in oro Cartier da 7.200 euro. E la promessa da parte di Spinelli di un incarico da 300mila euro all'anno una volta terminato il mandato da presidente dell'Autorità Portuale.

Già nell'interrogatorio di garanzia però Spinelli aveva spiegato ai magistrati che quei regali non erano mazzette ma aiuti che andavano inquadrati nel rapporto di amicizia che lo legava a Signorini, che l'imprenditore 84enne frequentava sempre più spesso dopo la morte della moglie. Signorini insomma gli avrebbe chiesto una mano.

Per esempio sull'incarico promesso da 300mila euro, dice Spinelli a verbale: «Era disperato perché gli finiva il lavoro. Gli ho detto: "Smettila di piangere, te lo troviamo un posto di lavoro"». Oggi la versione del manager che spera dopo l'interrogatorio di poter uscire dal carcere.

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