Il Pd accelera ma prima frenava

Se ora Nicola Zingaretti corre a Torino, per Matteo Renzi nel 2013 la Tav era inutile

Il Pd accelera ma prima frenava

La solita coerenza della sinistra: cambia a seconda delle stagioni (politiche). Oggi va di moda essere a favore della Tav, in chiave anti grillina, ma non sempre i Ds, e poi il Pd, sono stati accondiscendente nei confronti dell’Alta velocità.

Quindi se il neo eletto segretario Nicola Zingaretti, come primo atto, corre a Torino da Sergio Chiamparino per promuovere la Tav, quando presidente della Regione Piemonte era Mercedes Bresso, l’aria non era la stessa. Nel 2010 la Bresso si ricandida (perdendo contro il leghista Roberto Cota) e mette nel proprio listino un esponente dei partiti comunisti e dei movimenti No Tav dando copertura politica a chi manifesta contro l’opera. La Bresso applica una politica cerchiobottista, tra una dichiarazione Sì Tav e un occhio a non perdere troppo consenso in quegli ambienti.

Mesi di tensioni in Val di Susa, dove sono in corso i rilievi geologici preparatori per l’Alta velocità. Un sabato pomeriggio i No Tav scendono fino a Torino. Sul palco salgono l’attore Marco Paolini, Dario Fo, Beppe Grillo e Marco Travaglio. E, poi, il portavoce storico dei No Tav, Antonio Ferrentino, sindaco di Sant’Antonino e membro del direttivo regionale Ecodem Piemonte. Da Ds che era, Ferrentino è passato al Pd, consigliere provinciale senza dismettere la casacca del contestatore. Un altro che ha fatto carriera grazie alle manifestazioni contro i treni del futuro. E non è il solo. Il presidente della comunità montana Val Susa, Sandro Plano, No Tav dichiarato, ex sindaco di Susa, poi assessore a Venaus, tessera Pd. Altro consigliere regionale Pd ostile all’Alta velocità, Nino Boeti, pure ricandidato. Pacifico Banchieri, storico esponente No Tav, entra nella segreteria provinciale Pd e viene candidato sindaco nel suo comune, Casellette. L’ex sindaco Pd di Avigliana Carla Mattioli, poi assessore, l’ex vicesindaco Arnaldo Reviglio poi consigliere comunale e l’ex assessore Andrea Archinà, nel 2012 sostengono il candidato sindaco Angelo Patrizio, esponente No Tav che vince le elezioni. Per non parlare degli esponenti ecologisti del Pd, gli Ecodem: Silvia Fregolent (deputato Pd e membro dell’esecutivo nazionale Ecodem) e Emanuele Durante (presidente regionale Ecodem Piemonte).

Il Pd versa sempre lacrime di coccodrillo ma chi ha dato copertura fin dall’inizio alle proteste popolari sono proprio loro. Alle manifestazioni (spesso non autorizzate) i sindaci della valle, quasi tutti di centrosinistra, si presentano indossando la fascia tricolore. Alle elezioni i voti dei valligiani vanno tutti da quella parte. E gli elettori No Tav rinnegati a parole vengono recuperati tramite accordicchi politici.

A livello nazionale l’ex senatrice Laura Puppato e Michele Emiliano, entrambi a sostegno delle ragioni del No. Persino Matteo Renzi, oggi paladino della Tav, nel 2013, nel suo libro Oltre la rottamazione scriveva: «Iniziative come la Torino-Lione non sono dannose, sono inutili: sono soldi impiegati male».

Oggi, sei anni dopo, in occasione della manifestazione Sì Tav che ha invaso Torino, Renzi ha cambiato totalmente idea: «Oggi Torino dice sì al futuro. Basta con quelli che vogliono bloccare l’Italia: chi ferma la Tav, ferma la crescita». Ora, è vero che chi non cambia mai idea o è il più grande dei saggi o il più sciocco tra gli stolti, ma così si esagera.

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